Dopo la morte di Aziz e gli episodi che sono seguiti sabato scorso, gli abitanti di via Padova tentano di ridare un senso alle cose, nonostante il teatrino della politica che ogni giorno vede sfilare politicanti a caccia di voti a dire/fare la loro.
Dopo il corteo spontaneo che lunedì sera ha contestato La Russa e la Santanchè, un'assemblea molto partecipata mercoledì pomeriggio al parco Trotter, per venerdì 19 febbraio 2010 è prevista una manifestazione antirazzista.
13/02/10 - Scatta la rivolta dei migranti in via Padova e l'amministrazione cittadina e la Lega non perdono occasione per aizzare il razzismo e il populismo più beceri. La rabbia della comunità egiziana della zona è esplosa ieri pomeriggio dopo l'uccisione da parte di un gruppo di sudamericani di Ahmed Abdel Aziz el Sayed Abdou, un ragazzo di 20 anni, in seguito a una lite per futili motivi sull'autobus. Subito dopo i connazionali del ragazzo si sono riversati nelle strade dando vita a scontri e a una caccia ai sudamericani per vendicare l'uccisione del giovane. Un segnale forte delle pericolose conseguenze delle politiche di razzismo e ghettizzazione in un quartiere ad altissima concentrazione di migranti, nel quale l'unica opportunità di integrazione per molti giovani di seconda generazione sembra essere la riproduzione di dinamiche identitarie e nazionali. Immediatamente i soliti xenofobi in doppio petto che governano questa città e l'Italia si sono fatti sentire, cavalcando l'onda della paura e negando ogni responsabilità per le scellerate politiche messe in atto nei territori, incapaci di offrire alcuna risposta a metropoli sempre più meticce se non quella della paura e dei rigurgiti identitari che ricordano gli anni più bui della storia recente. Il leghista Matteo Salvini ha invocato le espulsioni porta a porta, seguito a ruota dall'immarcescibile vicesindaco di Milano De Corato, che ha proposto di fare controlli pianerottolo per pianerottolo con la polizia al seguito e ha affermato che a Milano ci sono troppi immigrati, mentre Calderoli è tornato ad usare la bieca retorica della tolleranza zero e dell'impossibilità dell'integrazione. Discorsi che tradiscono la malafede di chi, amministrando la metropoli e governando questo paese da anni, ogni giorno ha volontariamente smantellato ogni politica di welfare da una parte, e di confronto multiculturale tra le altre, e che oggi pensa di poter dipingere la realtà di un quartiere complesso e multietnico fomentando solo ulteriore razzismo e la guerra tra poveri in nome di logiche securitarie, il cui unico presupposto è sempre e comunque la negazione di ogni diritto.
15/02/10 - La fiaccolata del PDL è un flop, altro che solidarietà ai cittadini della via dopo i disordini, l'intento della Santanchè e di La Russa è chiaro: provocare e infastidire, spaventare i migranti e racimolare qualche voto, con quelle fiaccole da Ku Klux Klan... I cori sono molto esplicativi "Clandestini fuori dai confini", l'atteggiamento e i discorsi non tradiscono nemmeno un filo della tanto invocata solidarietà, ma sono tutti tesi ad aggravare una situazione già molto tesa, ad inasprire la convivenza e giocare la campagna elettorale sulla pelle dei migranti. La via è militarizzata, sembra quasi una discoteca per i lampeggianti sempre accesi, mentre sirene, camionette, volanti e moto non smettono mai di fare avanti e indietro. Dai marciapiedi e dalle finestre molti però iniziano a contestare la presenza del PDL, che in totale ha portato in piazza quattro gatti; con gran stupore dei crociati della libertà, i contestatori non sono solo migranti, ma l'intero popolo di una via, di un quartiere martoriato dalle politiche (o dal totale disinteresse) di chi ora vien qui a predicare. Così addirittura tra cartelli improvvisati e al grido di "Basta razzismo" parte un corteo spontaneo, al termine del quale si deciderà del corteo di venerdì 19 febbraio. Andandosene i prodi della libertà danno l'ultima prova di coraggio e umanità, ovviamente coperti e protetti dalle forze dell'ordine: il lancio di 4 torcie a dei signori che dal marciapiede manifestavano il loro dissenso.