
Dopo le vacanze natalizie, ha riaperto la scuola di Italiano per Migranti del Cantiere!
La scuola seguirà i seguenti giorni e orari: martedì e i giovedì dalle 18.30 alle 20.00 e tutti i mercoledì dalle 10.30 alle 13.
Sono aperte le iscrizioni per nuovi studenti e cerchiamo nuovi insegnanti volontari che vogliono dare un contributo a questo importante progetto antirazzista!
La scuola d’Italiano per Migranti del Cantiere è attiva al Cantiere da 2 anni ed è un progetto nato dalla necessità di fronteggiare lo smantellamento delle reti di protezione sociale, che impedisce una reale accessibilità ai diritti primari, ma anche per fronteggiare il clima di odio e razzismo sempre più diffuso nel nostro Paese. Costituisce infatti uno strumento fondamentale per disseminare anticorpi contro il razzismo e l'intolleranza, nel quartiere e nella città, poiché è un luogo di apprendimento ma anche e soprattutto di interazione, socialità e confronto.
Vuoi partecipare come volontario alla scuola d’italiano del Cantiere? [more info!!click here]
La scuola ha bisogno di nuovi insegnanti!
La prima assemblea degli insegnanti, per organizzare il calendario e il piano di studi delle lezioni sarà giove 20/01/2011.
La scuola seguirà i seguenti giorni e orari: martedì e i giovedì dalle 18.30 alle 20.00 e tutti i mercoledì dalle 10.30 alle 13.
Scrivici a:
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- o chiamaci al 3807815268
Per iscrizioni:
vieni al Cantiere dal Lunedì al Giovedì dalle 15 alle 18. Il Venerdì e il Sabato dalle 17 alle 21.
Oppure Scrivici a:
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Puoi contribuire al progetto anche in altro modo!
Se vuoi o ne hai la possibilità contattaci e portaci tutto ciò che hai a disposizione e non usi più!
( come: vocabolari, lavagne, libri, gessetti, penne, quaderni, abecedari, colori a tempera, cartelloni, e tutto ciò che pensi ci possa essere utile per il buon funzionamento della scuola!)
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CHE COS’E’ LA SCUOLA D’ITALIANO DEL CANTIERE?
La scuola d’Italiano per Migranti del Cantiere e' attiva al cs Cantiere da 2 anni ed è un progetto nato dalla necessità di fronteggiare lo smantellamento delle reti di protezione sociale, che impedisce una reale accessibilità ai diritti primari, ma anche per fronteggiare il clima di odio e razzismo sempre più diffuso nel nostro Paese. Costituisce infatti uno strumento fondamentale per disseminare anticorpi contro il razzismo e l'intolleranza, nel quartiere e nella città, poiché è un luogo di apprendimento ma anche e soprattutto di interazione, socialità e confronto.
PERCHE’ PARTECIPARE?
Acquisire competenze linguistiche adeguate alla comunicazione e all’interazione garantisce di fatto l’accessibilità ai diritti, poiché intervenire sui processi comunicativi,e quindi sul linguaggio e sui linguaggi, è parte ineliminabile del processo di democratizzazione di una società e soprattutto garantisce la possibilità di autodeterminare la propria vita e relazioni sociali. Significa dunque cittadinanza attiva. Obiettivo principale del progetto e' fornire competenze linguistiche adeguate agli studenti, in una dimensione di apprendimento non formale ma coinvolgente, dove abbia la priorità il protagonismo e la partecipazione attiva di tutti, studenti e insegnanti, per crescere collettivamente grazie al continuo scambio e confronto tra tutti. La scuola d’Italiano del Cantiere vuole offrire la possibilità di comunicare, di interagire con altre persone, di costruire relazioni e comunità.
Attraverso il progetto della scuola di italiano e allo svolgimento di diverse attività parallele al corso di apprendimento, come feste, cene, proiezione e discussione di video dibattiti di vario genere, altro obiettivo fondamentale e' puntare alla consapevolezza e alla valorizzazione della soggettività meticcia e ibrida di Milano.
QUANTO COSTA?
La scuola è gratuita perché tutti devono avere la possibilità di parteciparvi, gli insegnanti sono volontari.
OBIETTIVI:
* apprendimento della lingua italiana: come strumento di cittadinanza attiva ed elemento primario e imprescindibile per qualunque tipo di relazione
* confronto e conoscenza reciproca: come scambio tra culture e sviluppo quotidiano di pratiche antirazziste.
* disseminare anticorpi al razzismo e all' intolleranza: tramite scambi culturali e momenti di socialità anche diversi da quelli scolastici
QUALI SONO I PRINCIPALI CONTENUTI?
Il progetto della scuola di italiano è ormai quasi al suo terzo anno di vita ed e' uno spazio di apprendimento, ma soprattutto di confronto e conoscenza reciproca.
In Italia e in una metropoli meticcia come Milano dove le politiche di accoglienza e integrazione sono praticamente inesistenti, si sente sempre più la necessità di luoghi dove poter imparare la lingua italiana, come primo e imprescindibile approccio per le relazioni in una società che si mostra spesso come un muro ai "nuovi arrivati".
L’apprendimento della lingua italiana, per il migrante, è il primo elemento di inclusione e partecipazione sociale, indispensabile per la fruizione dei servizi di base, per l’esercizio dei diritti fondamentali e per favorire la creazione di nuove identità (meticce e transculturali), tramite l’incontro con altre culture. Fare scuola, insegnare la lingua, favorire la comunicazione significa contrastare l’esclusione sociale, fornire gli strumenti per l’interazione, mentre la deprivazione linguistica è uno dei primi indicatori di povertà che si manifestano in una realtà emarginata.
Soprattutto in un periodo di crisi in cui la deprivazione linguistica, tanto quanto l’ignoranza culturale sono ottimo strumento di controllo sociale, diventa quindi fondamentale la padronanza della lingua come strumento di difesa e di autodeterminazione.
Motivazioni per apprendere la lingua:
1. Relazioni e affettività
2. Lavoro
3. Burocrazia/amministrazione: permessi di soggiorno, regolarizzazioni, documenti anagrafici, sanità
4. Casa
5. Ambientarsi /sentirsi parte dell’ambiente in cui si vive
6. Contingenze – diritti universali
DOVE SI SVOLGE IL CORSO?
Il progetto e' attivato al Centro Sociale Cantiere, uno spazio occupato dove i diritti e la dignità sono le fondamenta per costruire insieme relazioni, socialità e progetti, all'interno di una città in cui spesso e volentieri le politiche istituzionali incoraggiano atteggiamenti di esclusione, emarginazione e diffidenza gli uni dagli altri, costringendo tanti all'invisibilità.
Uno spazio di socialità e aggregazione dove stare bene, conoscersi e divertirsi senza preoccupazione e senza sentirsi "diversi". Infatti insieme come studenti e insegnanti della scuola organizziamo feste periodiche alternando quindi le lezioni a momenti di divertimento, scambio culturale (e culinario!) perchè è questo che rende possibile che la scuola non sia solo un luogo volto all'apprendimento ma anche un'occasione per fare amicizia e sentirsi parte di un gruppo affiatato che insieme costruisce un progetto importante di cui tutti siamo protagonisti anche nel costruire e proporre attività.
PERCHE’ FARE LA SCUOLA DI ITALIANO IN UN CENTRO SOCIALE?
Il fatto che il progetto della scuola di italiano si svolga all'interno di un centro sociale non solo garantisce a chiunque l'accessibilità ai corsi, indipendentemente dal possesso o meno dei documenti, ma da anche la possibilità di costruire relazioni con tante altre persone e fare socialità anche fuori dagli orari del corso, all'interno di un posto “sicuro” e soprattutto dove tutti hanno la stessa dignità.
A maggior ragione in un centro sociale dove le lotte per i diritti e la dignità sono pratica quotidiana, l' apprendimento della lingua (intesa come possibilità di autodeterminarsi e sentirsi parte dell’ambiente in cui si vive) diventa partecipazione attiva e protagonismo nel vivere e modificare la società in cui si vive. Significa dunque poter praticare cittadinanza attiva concreta e critica, cioè interazione (e non integrazione) e scambio.
Per questo attivare progetti come le scuole di italiano, che spesso sono luoghi di riferimento per il quartiere in cui si attivano, non vuol dire fare assistenzialismo ma anzi significa fornire agli studenti l' opportunità di relazionarsi con la società e il contesto in cui si vive. Le scuole di italiano svolgono (o dovrebbero svolgere) un ruolo fondamentale nella lotta per la dignità e i diritti attraverso momenti e spazi di confronto, scambio e interazione tra tutti coloro che ne sono protagonisti (studenti e insegnanti) e dove le diversità vengono viste come una ricchezza.
La diffusione di anticorpi alla paura e all' intolleranza e' infatti il primo strumento per combattere l'escalation di razzismo e xenofobia, legittimata e alimentata dalle politiche governative.
La scuola e' un percorso sempre in crescita dove tutti possono essere protagonisti: studenti universitari, abitanti del quartiere, genitori ed ex-insegnanti si mettono in gioco come insegnanti e fanno dell'antirazzismo una pratica quotidiana, insegnare ma anche imparare, in una dialettica reciproca sempre aperta, con gli studenti e mai frontale.
COME POSSO PARTECIPARE SE NON HO MAI INSEGNATO?
Le scuola non utilizza un metodo di insegnamento frontale: ogni “classe” infatti viene seguita, sempre, da più di un insegnante. Avere più insegnanti che si affiancano durante la stessa lezione permette agli studenti di non rimanere indietro, di non far rimanere indietro gli altri, di smorzare l’imbarazzo nel fare le domande e favorisce l’interazione tra gli studenti. In questo modo, anche gli insegnanti meno esperti o più timidi possono dare il proprio contributo.
COME POSSIAMO FORMARCI NOI INSEGNANTI?
Parallelamente allo svolgimento dei corsi, si prevedono momenti rivolti ai volontari insegnanti, per favorire un costante miglioramento del progetto.
STRUMENTI
* lezioni: privilegiando metodi di coinvolgimento attraverso supporti tecnici (libri-materiali e fotocopie multilingue),visivi e uditivi da utilizzare nel corso delle ore.
* video proiezioni + discussione: visione di film o documentari per favorire l'apprendimento tramite la comprensione orale e stimolare la discussione tra gli studenti
* dibattiti / presentazioni: stimolare il protagonismo e la partecipazione attiva nella comprensione e nella riflessione collettiva su argomenti di attualità
* feste della scuola: promuovere la socialità e la conoscenza reciproca per affiatare il gruppo di studenti e insegnanti
* cene: favorire il protagonismo di tutti quelli che costruiscono il progetto della scuola nell' organizzazione e nella costruzione dell'evento, privilegiando elementi culturali dei paesi di provenienza degli studenti con ricette, musica, reading poetici....
* laboratori/giochi: teatro/scenette, letture collettive
METODI DI VALUTAZIONE DEL LAVORO:
>> incontri periodici tra insegnanti (almeno 1 ogni 2 mesi) per valutare l'attinenza al piano di studi e alle lezioni prefissate a settembre (= seguire la tabella di marcia stabilita) e per discutere e migliorare eventuali aspetti carenti dell'organizzazione del corso.
>> incontro finale a giugno per valutare nel complesso la riuscita del progetto in ogni suo aspetto (coinvolgimento insegnanti e studenti, affiatamento del gruppo, riuscita delle attivita' “extra”, apprendimento reale riscontrato tra gli studenti).
>> questionario di autovalutazione per gli studenti (mensile/bimestrale) per riflettere sulle competenze acquisite durante il corso.
>> esame finale con l'utilizzo di supporti multimediali (video, audio, oggetti...) per valutare in toto le competenze acquisite dalle classi (comprensione orale, produzione orale, comprensione scritta, produzione scritta, capacita' di interazione)









