Sabato, 27 Ottobre 2012 00:00

Sabato 27 Ottobre corteo ore 15.30 Piazza Selinunte - Sgomberare le poltrone e i palazzi del potere, riprendiamoci case, diritti e spazi sociali

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QUI A LATO APPROFONDIMENTI E MATERIALI SULLA QUESTIONE ABITATIVA, LOCANDINE E VOLANTINI IN VERSIONE SCARICABILE freccia

La crisi economica morde, i tecnici al governo hanno accompagnato questo ultimo anno con la più dura macelleria sociale, sostenuta da un impegno bi-partisan al rigore ed all'austerity. Oramai è evidente l'impossibilità di accedere alla casa, come ad altri bisogni fondamentali, per un numero crescente di giovani, di famiglie, di precari. Contemporaneamente la casta continua a dare spettacolo di sé, le regioni sono investite dagli scandali, ma nessuno che l'abbia vissuto sulla propria pelle si stupisce del fatto che la criminalità organizzata controlli e gestisca le partecipate pubbliche e gli assessorati.

Nella nostra città i vertici dell'Aler, l'Ente pubblico che gestisce tutto il patrimonio di edilizia pubblica è stata nominata principalmente da Zambetti, un assessore che è oggi in galera per voto di scambio con le 'ndrine. Si tratta ad esempio di Loris Zaffra, presidente di Aler Milano nonché di Asset S.p.A. (una delle tante partecipate di Aler grazie alla quale Aler stessa ha collezionato un milione di buco in bilancio) pluri-indagato insieme al socio Domenico Ippolito per turbativa d'asta, corruzione e appalti truccati. Eppure la giunta che in campagna elettorale negava la stretta di mano alla Moratti, oggi invece non si vergogna di sedersi al tavolo e di rinnovare l'accordo per altri sei mesi con un ente che rimane gestito da criminali, mafiosi e truffatori.  In questi l'Aler è stata: appalti concessi a cooperative amiche e stipendi esorbitanti per il CDA con il risultato di tenere attualmente vuote 4218 case vuote e chiuse per anni. E mentre da un lato il Comune si prodiga a creare nuovi progetti per senzatetto e per risolvere il problema delle morti per il freddo, forse non sa che ognuna di queste case vuote è riscaldata...

CONTINUA A LEGGERE L'APPELLO...

Sarà che, al di là dei tecnicismi dietro cui si trincerano, scimmiottando i tecnici che siedono a Roma, la giunta Pisapia ha in realtà proseguito con delle politiche che sostanzialmente mirano a ridurre il patrimonio di edilizia pubblica e mantenere alto il valore speculativo degli immobili a Milano. Non si è infatti discostata dalle svendite (definite "valorizzazione del patrimonio") cominciate dalla Moratti con il Fondo Comune 1 e Fondo Comune 2 , date in gestione alla Bnp Paribas, avendo infatti previsto per il 2012 un piano di alienazioni del valore di 10 milioni di euro. Basti poi pensare che, secondo dati del Comune, a fronte dei 353 alloggi in corso di assegnazione ci sono 534 alloggi all'asta. Ed oltre 23.000 famiglie rimangono in lista d'attesa, senza considerare i giovani o i migranti che non presentano nemmeno la domanda perché sfiduciati di fronte alla consapevolezza dell'attesa lunga anni oppure consapevoli di non rientrare negli strettissimi (e nuovamente tecnici) canoni della legge. Nel frattempo nel 2011 solo nella nostra città sono stati eseguiti 741 sfratti da privati.0

A fronte di questa dilagante emergenza abitativa è giusto dire che Occupare è un diritto, davanti all'inettitudine ed alla complicità di chi amministra la nostra città a tutti i livelli. Riprendersi le case vuote assume ancora più sensoperché ci sono moltissime case senza persone e tante persone senza case : 81545 alloggi privati sfitti , secondo l'ultimo censimento ISTAT, la maggior parte tenute vuote da speculatori.

Ieri a San Siro, su ordine dell'Aler e del Comune è stato eseguito uno sgombero. Ingiustizia enorme, condita dal fatto che, come già accaduto in Via Neera e in moltissime altre occasioni, per spezzare la resistenza determinata dalla catena di solidarietà dei tanti che i quartieri popolari li vivono, dei Comitati che si organizzano contro gli sfratti, si è data carta bianca alla polizia per picchiare selvaggiamente giovani ragazzi e ragazze, anziane e anziani, donne incinta, compresi calci ai passeggini.

La stessa determinazione a mettere a tacere il dissenso che ha portato agli sgomberi di diversi spazi sociali in questo anno di giunta Pisapia, come lo spazio occupato in Via Scaldasole, all'operazione di polizia al Lambretta questa mattina, nonché alle minacce di sgombero per diverse realtà presenti sul territorio, realtà nuove e realtà storiche.

Anche di spazi sociali, come di case, c'è bisogno in questa città, per diversi motivi. Perché la nostra è una metropoli spesso grigia, dove la mancanza di spazi di socialità rende difficile la costruzione di meccanismi di solidarietà e favorisce l'alienazione e la solitudine, ma anche perché #Occupy è un messaggio che ha attraversato continenti ed Oceani perché parla qui ed ora della necessità di riappropriarsi di ciò che ci appartiene. Un messaggio che parla chiaro e dice: Think Global, con uno sguardo rivoto alle insorgenze che attraversano il pianeta contro la rapacità del capitalismo finanziario e anche Act Local, ovvero riconquista, case, diritti, spazi sociali e di libertà.

A partire da questo messaggio, dalla consapevolezza che questo è giusto e che dentro la crisi sarà sempre più necessario invitiamo tutti a prendere parola, a dire la propria dentro un dibattito pubblico che non riguarda soltanto la nostra città. E vi aspettiamo tutti in Piazza Selinunte, in quartiere San Siro, a Milano, per un corteo che, nel ribadire la solidarietà alle famiglie che occupano le case sfitte per necessità ed ai comitati degli abitanti, parli a tutti, per tutti, dell'occupazione come pratica da condividere e sostenere tutti assieme.

23/10/2012


Per inviare comunicati e messaggi di solidarietà e partecipazione alla manifestazione del 27/10 scrivere a:
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QUI DI SEGUITO MESSAGGI DI SOLIDARIETA', POST SU SOCIAL NETWORK E PARTECIPAZIONI AL CORTEO

Haidi Gaggio Giuliani
Botte agli sfrattati, sgombero dei centri sociali: mi chiedo è questa la "rivoluzione arancione" di Pisapia?


Lo sgombero e il pestaggio agli inquilini in zona San Siro a Milano e lo sgombero del centro sociale "Lambretta" segnano una brutta pagina sia per l'emergenza abitativa, sia per i luoghi liberati alla socialità. La giunta Pisapia attuando gli sgomberi e giustificando la violenza immotivata delle forze dell'ordine pensa di risolvere come ordine pubblico ciò che ha caratteristiche sociali.
Inutili e pericolosi sono i richiami alla "legalità" da parte di Pisapia, se poi in una città come Milano, con un numero di sfratti sempre più alto (oltre il 90% dei quali per morosità, grazie alla crisi economica), il diritto all'abitazione diventa secondario. In questo modo a chi rivendica il sacrosanto diritto alla casa, costituzionalmente garantito, a fronte di decine di migliaia di appartamenti vuoti, l'unica risposta che viene data è la repressione e la cieca violenza delle forze dell'ordine.
Come osservatorio abbiamo subito diffuso la notizia dell'azione repressiva a S.Siro. Personalmente voglio aggiungere, oltre a quella nei confronti di un intero quartiere, la mia solidarietà alla ragazza colpita in pieno viso dal pugno di un poliziotto in borghese.
Abbiamo visto già troppe volte, da Genova 01 alla Valsusa solo per citare qualche esempio, agenti delle forze dell'ordine usare la loro forza in particolare sulle donne.
Le associazioni hanno qualche cosa da dire in proposito?
Il Comune di Milano approva?
Haidi Gaggio Giuliani

Rosa Piro


Intanto voglio dare tutta la mia solidarietà a chi lotta per i diritti, che sia quello alla casa, al lavoro,alla sanità,allo studio.Un diritto deve essere per tutti. Certo quando da noi cittadini normali si pretende il rispetto delle regole e poi la maggior parte delle ns, classi dirigenti le regole li mette sotto i piedi con sprezzante disprezzo rimanere calmi e rispettosi è impossibile.Perchè si devono lasciare le case vuote, allo sfascio piuttosto che fare un vero censimento e affittarli a prezzi accessibili? Non è un reato chiedere più di 300€ mensili a persone che a mala pena ne guadagnano 800?Poi si parla di legalità? Ma chi è più illegale chi tiene le case sfitte pagate esclusivamente con i soldi dei lavoratori ?( Per poi darli a studi privati di medici specialisti capaci di chiederti 150€ a visita ) o chi occupa per necessità ?Putroppo ci eravamo illusi che il vento almeno a Milano fosse cambiato, mi spiace io ci avevo creduto. Quindi io sto con il quartiere che dice STOP A SFRATTI E SGOMBERI.
Rosa Piro

San Siro quartiere solidale. La violenza dei manganelli non è di "casa"
Comitato Abitanti San Siro - Doposcuola TuttiMondi - Spazio Micene - Franco "Rochi" Filocamo (Consigliere CdZ 7) - Associazione Alfabeti (Associazione di volontariato) - Al Jarida (Free press e blog italo arabo) - Comunità del Giambellino (Cooperativa Sociale) - Maurizio Fenino - Domenico Morfino (presidente Ass. Vivere San Siro)


Il quartiere lunedì mattina in via Preneste 1 ha visto e ha tentato di difendersi da uno sgombero portato avanti con violenza. Sotto casa di Maria, Paolo e Alessandro c'erano decine di abitanti del quartiere, solidali con la famiglia e consapevoli che la precarietà di questo momento economico può colpire chiunque. Una solidarietà immediata che ha portato gli abitanti a creare un presidio, a fermarsi, a scendere nella via e a prendere parte contro l'ennesima famiglia lasciata in mezzo alla strada, mentre ci sono 4218 case popolari riscaldate lasciate vuote. Che alternative ci sono oggi per le famiglie colpite dalla crisi? Quali aiuti e sostegni? Milano si trova a vivere una delle più grandi emergenze abitative, basti pensare che ci sono 25/30 richieste di esecuzione di sfratto al giorno, e che 9 sfratti su 10 sono per morosità incolpevole: il reddito non è sufficiente a pagare l'affitto. La lotta di questa famiglia è una lotta che parla di questi tempi, della casa che non c'è, del lavoro che non trovi, della precarietà di vita. La determinazione degli abitanti che nonostante l'ingente schieramento di forze dell' ordine sono restati con la famiglia ci parla invece di chi, stanco di vedersi sottrarre diritti, casa, reddito, si mette in rete per difendersi dalle barbarie della crisi.Lunedì nonostante la disperazione di una famiglia che ha vissuto sfratti per morosità incolpevole e un pignoramento, le istituzioni di questa città si sono dimostrate insensibili ai problemi di chi la crisi la vive ogni giorno sulla propria pelle. Non si sono fermati neanche davanti alla solidarietà degli abitanti del quartiere, aggredendo in maniera brutale e indiscriminata chi era sotto quel portone: c'erano mamme e papà dei bambini di via Dolci e via Paravia, c'erano abitanti che uscivano di casa per andare a lavorare o portare i figli a scuola, c'era chi andava al mercato e chi avendo visto certe scene è voluto/a scendere in strada. Tante persone si sono messe in gioco contro lo sgombero, che in generale comporta gravi conseguenze per il nucleo famigliare, dalla possibilità di essere diviso, alla difficoltà se non l'impossibilità per i bambini di frequentare la stessa scuola, al disgregarsi delle relazioni sociali, fondamentali per fronteggiare le difficoltà della crisi.

Una violenza e delle scene ignobili che non possono essere la risposta a chi nei quartieri si mobilita per quello che è uno dei diritti fondamentali, la casa. Quello che è successo lunedì è in antitesi con quel quartiere che ogni giorno prova ad essere un posto solidale e vivibile, in cui tutti per strada si possano sentire sicuri e possano avere occasioni di incontrarsi, immeticciarsi e mettersi in rete per costruire progetti per un quartiere migliore.

La costruzione di reti solidali, di momenti di incontro e formazione, di gioco per i più piccoli sono delle risorse fondamentali per i quartieri popolari dove dal basso i cittadini, gli abitanti, le associazioni provano a costruire un altro modo di vivere i territori, dove alla paura delle conseguenze della crisi si oppone la forza della costruzione di reti solidali di aiuto reciproco. Un lavoro quotidiano di inter-azione e formazione che punta a costruire un quartiere in cui nessuno sia più solo, disperato e impaurito. Non possiamo permetterci che si insinui l'idea che le uniche risposte per chi con coraggio, nonostante la povertà estrema, si mette in gioco contro gli sgomberi e la crisi siano la polizia e le aggressioni che abbiamo visto. Una violenza che è un torto ad un quartiere dove da anni in molti si spendono per la partecipazione degli abitanti alla vita collettiva, per creare anticorpi alle paure delle crisi, per sopperire ad un vuoto di servizi e spazi.

Per questo non potremo fare a meno di essere in piazza alle ore 15.30 con gli abitanti di San Siro perché noi siamo gli abitanti di San Siro e quella violenza ha colpito anche noi ed il nostro quotidiano lavoro di solidarietà.

Comitato Abitanti San Siro
Doposcuola TuttiMondi
Spazio Micene
Franco "Rochi" Filocamo (Consigliere CdZ 7)
Associazione Alfabeti (Associazione di volontariato)
Al Jarida (Free press e blog italo arabo)
Comunità del Giambellino (Cooperativa Sociale)
Maurizio Fenino
Domenico Morfino (presidente Ass. Vivere San Siro)

Ringraziamo inoltre i tanti negozianti che stanno dimostrando tutta la loro solidarietà esponendo messaggi e locandine:
Ferramenta Cibien - Silvestrini Biciclette - Associazione "Nero e non solo" - Bar Sabrina - Pasticceria "La fabbrica" - Gastronomia agropontina - Macelleria Aljazeera - Parrucchiere Piao Yi - Tintoria di via Vodice - Sartoria di via Albertinelli - Macelleria di piazza Selinunte - Kebab di piazza Falterona - ..e tanti altri..


Vogliamo una città meticcia e solidale, respingiamo chiunque semini guerre tra i poveri
Comitato per non dimenticare Abba e per fermare il razzismo, Associazione Dax, Scuola di italiano Baobab, Associazione dimensioni diverse, Maurizio Pagani presidente di OperaNomadi, Naga


Viviamo in una città meticcia da oramai moltissimi anni, una città i cui cittadini e abitanti sono nati nei cinque continenti ed arrivati qua spesso in cerca di benessere, ovvero cercando di costruire una vita migliore in cui ci fosse spazio per la ricerca della felicità e di una esistenza degna per sè e migliore per i propri figli. E' iniziato molti decenni fa questo lento ed inesorabile migrare e forse questo, più di ogni altra cosa, ha fatto di Milano una grande città in cui, se si parla poco dialetto, è perché nelle sue case ospita decine di dialetti e centinaia di lingue. Di generazioni di "terroni" ne abbiamo viste molte, prima siciliani, calabresi, campani ed oggi senegalesi, peruviani, filippini. Lungo la linea del colore della pelle, o dell'intonazione del dialetto spesso, molto spesso, si sono sedimentate le differenze sociali, le sproporzioni nella distribuzione del reddito, le disparità materiali, che rafforzano e sostanziano quelle determinate dalla legge e dal pregiudizio. Oggi in molti quartieri popolari la composizione della popolazione milanese assomiglia davvero a quella delle grandi capitali multiculturali europee. Là, in quei luoghi ci si trova inevitabilmente di fronte a due alternative: quella di chi propone in varie versioni la guerra tra poveri e quella di chi rafforza i legami di solidarietà tra i più deboli, consapevole che la forza della cooperazione tra le persone nei territori è l'unica capace di respingere al mittente eventuali fantasmi come quelli che si stanno materializzando in Grecia con Alba Dorata, ma anche migliorare le condizioni di vita delle persone. Cercare di seminare l'odio contro gli stranieri perché clandestini, contro chi spinto dalla disperazione ha occupato una casa abbandonata da anni perché delinquente, contro chi vive grazie agli scarsi sussidi del Welfare pubblico perché parassita, sono infine, al di là delle intenzioni diverse facce del medesimo pericoloso discorso che vuole le regole sociali immutabili e i più deboli (siano essi poveri, migranti o, come spesso accade, poveri emigranti) responsabili della loro condizione. Una idea da respingere con la solidarietà e la diffusione di iniziative contro il razzismo e per la conquista dei diritti.
Per questo Sabato saremo a San Siro, nel cuore di uno dei quartieri più meticci della città per dire che siamo senza se e senza ma con i suoi abitanti, violentemente aggrediti dalla polizia lunedì, durante il tentativo di fermare l'ennesimo sfratto di una famiglia indigente.

Comitato per non dimenticare Abba e per fermare il Razzismo - abbavive.blogspot.com
Associazione Dax
Scuola di italiano Baobab
Associazione dimensioni diverse
Maurizio Pagani, presidente di Opera Nomadi
Naga


Coordinamento dei Collettivi Studenteschi di Milano e Provincia
IL 99% VUOLE IL FIGLIO DOTTORE MA ANCHE UN TETTO SOPRA LA TESTA!


Lunedì 22 ottobre nel qurtiere popolare di San Siro è stato sgomberato l'appartamento di una famiglia che dopo aver vissuto per oltre 8 mesi in un orto, spinti dall'evidente necessità di avere un tetto e 4 mura che li difendessero dal freddo e dalla pioggia degli ultimi giorni, hanno occupato una casa sfitta! La drammatica situazione di queste persone ha spinto gli studenti che avevano partecipato all'azione del 18 ottobre, a recarsi al presidio d'occupazione portando un forte messaggio di solidarietà!
Nonostante tutto ciò Aler ( cioè l'azienda che ha l'appalto della gestione delle case popolari di Milano)e il comune hanno ordinato lo sgombero dell'abitazione ma il quartiere e diversi ragazzi sono corsi a dare sostegno alla famiglia e si sono scontrati con la polizia che non si è fatta problemi a manganellare e picchiare  le persone che protestavano contro l'ennesima ingiustizia!
La crisi ha ridotto tante,troppe persone in uno stato di povertà che non gli consente di vivere  La lista d'attesa per una ottenere una casa popolare  è chilometrica e nella nostra città ci sono 81mila case lasciate vuote!
Voi vi chiederete cosa centriamo noi studenti? beh quanti vostri compagni hanno i genitori precari e davanti all'ennesima richiesta di materiale costoso per la scuola fanno fatica a farvi fronte? Tutti noi stiamo pagando questa crisi ma chi già prima aveva poco ora non ha niente e essere solidali e uniti tra le diverse lotte è fondamentale per raggiungere dei risultati concreti e per difendere i nostri diritti! Quello del 22 non è stato l'unico sgombero ce ne sono stati molti altri come quello in Lambretta! Lottiamo quindi insieme per raggiungere i nostri obbiettivi!
Bisogna sgomberare le poltrone e i palazzi del potere. Riprendiamoci case, diritti e spazi sociali!
UNIAMOCI SABATO 27 OTTOBRE TUTTI IN CORTEO,ALLE  H. 15.30 IN PIAZZA SELINUNTE!

Collettivo Rebelde Parini


Ancora una volta Milano è teatro di quella che è l'ingiustificabile e assurda violenza della polizia, ancora una volta contro giovani ragazzi e ragazze, famiglie e anziani. Ragazzi che ieri, 22 Ottobre , sono scesi in strada per sostenere una famiglia che "occupa"una casa dell'Aler, campo base dell'a'drangheta milanese e casa di scporchi mafiosi e laidi; una situazione critica che vedeva protagonista la disperazione di una donna che essendole impedito di avere un tetto sopra la testa(quando invece di tetti senza teste ce ne sono eccome)si è vista costretta come molti altri ad occupare dunque per necessità. La casa è un diritto, occupare, una volta constatata l'incompetenza e gli scambi sotto banco di quei mafiosi corrotti che amministrano questa Milano bacata, è un diritto!
IL COLLETTIVO REBELDE PARINI ESPRIME PIENA SOLIDARIETA' AI RAGAZZI DEL CANTIERE E DEL COMITATO DEGLI ABITANTI DI S.SIRO!
SGOMBERARE I POLITICI CHE PENSANO SOLO ALLE POLTRONE!! BASTA SFRATTI E SGOMBERI! I DELINQUENTI SIETE VOI!!!

OFF TOPIC


Stamattina a San Siro si è consumato l'ennesimo, violento, sgombero di una famiglia. Alla faccia della retorica sui tavoli di quartiere, le valutazioni legate alle "occupazioni per necessità" e sulla forza gentile che avrebbe dovuto cambiare la governance della città, i manganelli sono piovuti a più riprese, anche a sfratto eseguito, sulle teste di attivisti, abitanti del quartiere e del ComitatoAbitanti Di San Siro.
Nonostante scandali e infiltrazioni mafiose in questa città non cambia un bel niente: l'Aler non è stata esautorata dalla gestione del patrimonio pubblico, la questura risponde come sa fare alla crescita di comitati di attivazione e denuncia nelle periferie, il Comune invia verso metà mattina i soliti funzionari utili giusto a perdersi in chiacchiere mentre i fabbri ti scardinano le porte di casa.
Con l'inverno alle porte e 400 case sfitte nel solo quartiere di San Siro non sfigurate proprio uno affianco all'altro: questa mattina Aler, Comune di Milano e questura si sono esibite, ancora una volta, nel dare il peggio di Milano.

Il nostro riscatto che attende dietro l'angolo
Uno di noi ha scritto una lettera che è stata letta durante il secondo corteo per la rioccupazione dello spazio sociale Lambretta. La riproponiamo oggi sul sito perchè sta nei ragionamenti della nostra esperienza collettiva.
L'altra mattina ho partecipato a un presidio contro uno sfratto in via Preneste, a San Siro. Ci sono arrivato per caso, incrociando vicino casa un compagno di scuola di tanti anni fa che correva per prendere un tram o una metro per andarci pure lui...Se ti fermi a pensarci davvero non riesci a crederci: in una città dilaniata dallo sfitto (80mila appartamenti e 400case vuote solo in quartiere) c'è chi dedica il proprio tempo, e i soldi pubblici, per lasciare una famiglia in mezzo alla strada alle porte dell'inverno.
Una donna a cavalcioni sulla finestra minaccia di buttarsi giù, a manifestare col proprio corpo l'ingiustizia dello sfratto. Pochi metri sotto di lei volano manganelli, la giornata non comincia affatto bene. Verso metà mattina, un poliziotto in borghese perde il controllo e sferra un colpo in faccia ad una compagna che partecipava al picchetto, lei cade a terra. La scena viene ripresa dai presenti, i frame della caduta circolano subito in rete. In quell'immagine rallentata c'è tutta la Milano che detesto:
c'è l'ALER, infiltrata e mafiosa, l'ALER avvinghiata al potere che le ha permesso per anni di regalare spazi ai neofascisti e abbandonare in liste di attesa senza fine migliaia di famiglie c'è un Comune incapace di esautorare la stessa ALER dalla gestione del suo patrimonio pubblico, immobile di fronte ai continui sfratti, impigliato in promesse e noiosi rimpalli di responsabilità sull'orrore di Expo, del PGT, degli interessi speculativi che soffocano Milano c'è una questura arrogante, capace di dire per bocca del suo primo dirigente che non ama fare sgomberi, nella settimana in cui viola il lambretta e prende a pugni chi resiste all'ingiustizia.
L'altra mattina, ancora una volta, ho pensato che Milano fosse un gran bel posto di merda.
Anche ieri mattina ho pensato di rinviare il lavoro: sono venuto qui in piazza Ferravilla per sostenere il Lambretta e ho visto tre ragazzi salire lì sul tetto. Assaporare la loro grinta proprio mentre le divise ci avevano da poco spostato dall'ingresso, credendo forse di aver chiuso la partita, è stato potente. Nel corso della giornata quelle tre figure sul tetto sono diventate cinquanta, poi cento in presidio permanente e non so quante centinaia in corteo, al buio, la sera.
Nell'immagine di quei tre che ancora oggi resistevano sul tetto, c'è tutta la potenza di una città in cui vale ancora la pena di combattere. Il nostro riscatto sta nell'attivare autogestione nella Milano della partecipazione, sta nel corteo che sabato a SanSiro rivendicherà il diritto all'abitare, sta nel ricostruire una cascina come Torchiera nella Milano che il suo patrimonio lo abbandona, lo svuota, lo svende. Il nostro riscatto sta nell'intelligenza di chi porta la valle in città, sta nelle resistenze che da PianoTerra a VillaVegan si oppongono ad Expo e alla catena di piccole-grandi opere che ci sta attorno. Il nostro riscatto sta nella radicalità dell'essere solidali. Il nostro riscatto sta, nell'epoca dei bandi, nel saper essere ancora una volta banditi.


SOS Fornace


Ci aspetta un altro weekend decisamente pieno! Sabato pomeriggio a Milano in piazza Selinunte h. 15.30 corteo "Sgomberare le poltrone e i palazzi del potere - Riprendiamoci case, diritti e spazi sociali.", Sabato sera Balkan party in Fornace con Caravan Orkestar in concerto e djSet di Suino loves Trabant. Domenica sera all'interno della rassegna teatrale in Fornace concerto di Folco Orselli!

Comitato Casa San Giuliano
Succede a Milano, ALER – come impratichirsi della nuova legalità


Occupare le case è illegale. Chi occupa a Milano, come altrove, viene sgomberato in modo più o meno rude (feriti e contusi) in tempi brevi o brevissimi, per dar ragione alla Proprietà e torto agli occupanti, agli abusivi, ai non aventi diritto.
ALER invia la richiesta di sgombero al Questore di Milano e questi non può far a meno di intervenire nel rispetto della legge.
Ma da quale esempio di legalità parte la richiesta?
ALER: Azienda Lombarda Edilizia Residenziale nasce nel 1996 per volere della Regione Lombardia e sostituisce l'Istituto Autonomo Case Popolari. E già qui si capisce la prima novità: non c'è più bisogno in Lombardia di case popolari, ma di edilizia residenziale che, come sappiamo è tutta un'altra cosa.
Ente pubblico di natura economica, dotato di autonomia imprenditoriale, organizzativa, patrimoniale e contabile....Ma perché chiamarlo ancora Ente Pubblico e non impresa privata allora? Semplice! Perché dipende dalla Regione Lombardia.
ALER possiede case, costruisce case, vende case all'asta, le affitta, le manutiene...Con questa attività e in conseguenza delle necessarie gare d'appalto è facile venire a contatto anche con quelle Aziende di Costruzioni che con la legalità hanno un rapporto non proprio continuativo.
E leggiamo un po' i giornali:
Domenico Zambetti, Assessore alla Casa della Regione Lombardia compra i voti dei clan Morabito e Mancuso e, oltre a pagare 50 euro a voto, fa in modo che a Teresa Costantino, figlia di Eugenio (clan Mancuso) venga assegnato un appartamento in affitto e un lavoro all'ALER.
Michele Ugliola, architetto, Consulente dell'ALER (con ufficio interno e 100.000 euro l'anno) è collettore di mazzette. Ammette in un interrogatorio di aver consegnato 6 o 7 buste nell'Ufficio del Presidente del Consiglio Regionale Davide Boni. Provenivano da imprenditori che avrebbero così vinto gare d'appalto in quel di Segrate e anche sull'affare Bre Be MI.
Come non parlare poi di quel simpatico Presidente dell'ALER di Lecco che ha tagliato le gomme a un disabile colpevole di aver chiamato i vigili per sgomberare il posto auto che gli spettava dalla Jaguarona del Dirigente?
Ancora potremmo ricordare i 3 funzionari ALER che dal 2003 al 2008 si erano portati a casa 400.000 euro di "extra" per un appalto di manutenzione ordinaria e straordinaria per i quartieri Molise e Calvairate, vinto da tale Pugliese e indagati dal Tribunale di Monza. Inutile dire che la manutenzione è stata pagata (con equa spartizione) ma forse non fatta...
Oppure potremmo ricordare quel Sisler, già Assessore all'Urbanistica a Carate e poi Presidente dell'ALER Brianza dal 2008 e Dirigente della consociata Lombardia Informatica indagato per corruzione dalla Procura di Monza.
Così come l'inchiesta su Romano Larussa (turbativa d'asta e corruzione) che vede coinvolti altri 3 funzionari ALER per frazionamento appalti  (evitano le gare pubbliche) e anche per soldi versati a Larussa per la sua campagna elettorale.
Dicono i giornali...Tutto, o forse non proprio tutto, da dimostrare, processare, condannare...
ALER a tutt'oggi rappresenta la legalità e chiama le forze dell'ordine per far rispettare i suoi diritti.
Chi invece è senza diritti e quindi illegale è la famiglia occupante di via Preneste: madre, padre e figlio. Il marito ha perso il lavoro e non hanno pagato l'affitto. Per 9 mesi (con la bella stagione) hanno vissuto negli orti dietro l'Ospedale San Carlo, con i topi. Adesso arriva l'inverno: hanno tentato l'occupazione. Botte!
Il Comune di Milano dice che non hanno diritto a una casa. Nel frattempo proroga all'ALER l'affidamento della gestione del patrimonio ERP (Edilizia Residenziale Popolare) del Comune.
E' difficile da capire, forse in tutto il pianeta, che ci siano degli esseri umani che devono vivere per strada, nei prati, in macchina, su una panchina.
A Milano, dove fa freddo, negheremo il diritto alla casa e aggiungeremo l'elemosina di una coperta questo inverno.
Così come è difficile capire che ci siano appartamenti vuoti, tanti anche e proprio dell'ALER, lasciati vuoti a lungo.
Le palazzine occupate dal Collettivo Lambretta erano vuote da 11 anni. Sgombero! Per fortuna senza botte.
Da parte nostra ribadiamo che, a dispetto della più "legale" delle graduatorie, non è accettabile sostenere che degli esseri umani debbano abitare in strada.
Al posto del Comitato per la Casa San Siro avremmo fatto la stessa cosa. Saremmo andati in Comune con gli occupanti o gli sgomberati di turno e le loro poche cose. Proprio perché il Comune è la casa di tutti. Soprattutto di chi una casa non ce l'ha ed è GIUSTO (forse non legale ma certamente giusto) che ce l'abbia.
Al posto del Collettivo Lambretta andremmo di nuovo in Comune con l'elenco di tutti gli appartamenti ALER lasciati sfitti a chiedere il perché della proroga all'ALER.
A tutti i Comitati Casa, impegnati nella tutela dei diritti dei più poveri esprimiamo la nostra solidarietà e condivisione d'intenti.
Ancora una volta ribadiamo le nostre richieste: blocco degli sfratti, manutenzione e assegnazione delle case vuote, requisizione delle case private lasciate sfitte, obbligo alle case d'emergenza per non lasciare nessuno in strada. Troppe case troppi sfratti!
La tutela della proprietà privata e dell'autonomia economica e imprenditoriale non può avere come conseguenza la cancellazione dei diritti umani fondamentali!
A tutte le Istituzioni Locali della Lombardia chiederemmo di tramutare i dubbi sulla cattiva gestione ALER in certezza. Si può fare meglio!
Ai tanti senza casa, ai poveri che hanno perso il lavoro o lavorano in nero e "a chiamata" a chi non riesce a pagare l'affitto cosa possiamo consigliare?
A occupare come "famiglia senza casa" si dura 2 giorni. A occupare come "collettivo" si dura 6 mesi... Forse è meglio affiliarsi alla 'ndrangheta! Così si ottiene lavoro e casa!
Comitato Casa San Giuliano Milanese

CSOA Gabrio


Come potete vedere a Milano è cambiato il vento....Sgomberi e cariche indiscriminate per buttare fuori di casa la signora Maria!Un abbraccio solidale da Torino ai compagni del Centro Sociale Cantiere e agli Abitanti Di San Siro che sabato erano presenti al corteo in difesa del Gabrio!

Lambretta


il Lambretta rifiuta di prestarsi a qualsiasi divisione tra buoni e cattivi e porta la sua solidarietà agli abitanti delle case Aler di San Siro sgomberati ieri.

MilanoInMovimento


L'hanno detto chiaramente in questi giorni gli occupanti del Lambretta sgomberati violentemente dalla polizia su mandato dell'Aler e di Regione Lombardia (cioè la 'ndrangheta): non cercate di usare le differenze tra le realtà di movimento a Milano per operare divisioni e contrapposizioni  utili e funzionali unicamente alle vostre logiche di potere corrotto!
Lunedì scorso Aler ha sgomberato un appartamento occupato in zona San Siro, la polizia ha caricato ripetutamente il presidio solidale che cercava d'impedire questo sgombero.
Il giorno dopo lo stesso mandante e lo stesso esecutore si sono dati da fare per cercare di porre la parola fine all'esperienza del Lambretta in Piazza Ferravilla.
Chi conosce anche solo in parte il variegato mondo del movimento milanese è più che consapevole che non si tratta di un soggetto unico ed indistinto: tra le diverse realtà vi sono modi di pensare, agire, comunicare spesso anche molto diversi tra loro. A volte riescono a interagire al meglio, altre volte no. Per noi è  però certo che non è concesso a nessuno, mai e in nessun modo, di usare queste diversità come elemento differenziante e contrappositivo. Noi alle divisioni tra buoni e cattivi non ci stiamo!
La risposta più semplice e chiara a chi vorrebbe usare strumentalmente la diversità d'agire e pensare delle diverse realtà come elemento di divisione è per noi in questo momento la pubblicazione dell'appello che segue per indire la manifestazione di Sabato a San Siro. Quel giorno forse la manifestazione non sarà l'unica iniziativa di movimento a Milano sul tema degli spazi, certo è che l'iniziativa dei movimenti non si fa dettare nessuna condizione da chi risiede stabilmente sull'altro lato della barricata. [ndr]

Ex-Cuem Libreria Autogestita
Raccogliere le forze, sfidare il presente!Sabato giornata per le occupazioni, case e spazi sociali, contro ogni sgombero!


Parlare di occupy è diventato centrale per i movimenti di tutto il mondo: occupy come forma di riappropriazione diretta, come pratica di resistenza alla ferocia dei mercati, del capitalismo e della finanza, come sperimentazione di democrazia diretta e partecipata, come opportunità di costruzione comune e dal basso di un altro mondo possibile.
Il ciclo di lotte è quello cominciato nel dicembre 2010 in Tunisia, per poi continuare in Egitto e in altri paesi del Nord Africa e del Medioriente, saltando al 15 maggio in Spagna con l'acampada degli indignados e poi continuando con le occupazioni e gli accampamenti in Grecia ad Atene. Tende in piazza si sono viste persino a Tel Aviv .Si arriva a settembre 2011 a occupy wall street per poi giungere alla diffusione delle occupazioni negli USA e altrove. Negli ultimi mesi abbiamo visto un enorme protagonismo degli studenti cileni e canadesi.
Un ciclo di lotte è un insieme di esperienze che prendono ispirazione, traducono e trasformano pratiche, tattiche e obiettivi delle altre lotte, che si contaminano a vicenda.
Si può pensare ad un ciclo come ad un virus che si trasforma a seconda di ciascun posto in cui si trova, a seconda dell'organismo ospite. Si è tradotta per esempio la lotta contro la tirannia dei Rais nella lotta contro la tirannia della finanza; dappertutto sono state invase le piazze, si è vissuto insieme imparando ad uscire dall'individualismo, si sono sperimentate pratiche orizzontali di decisione collettiva e autorganizzazione. Ovunque la contrapposizione con le istituzioni della democrazia rappresentativa,da sempre a difesa dello stato di cose esistente e oggi più che mai feticcio esautorato di ogni potere, è esplosa con l'assalto e l'opposizione determinata ai centri del potere economico e politico: dalle insurrezioni del nord Africa alle proteste portate nel cuore della finanza mondiale, dagli assedi al parlamento ad Atene a quelli in Portogallo, Cile, Argentina, Spagna, Canada. Le reazioni saccenti, sprezzanti, insultanti, impermeabili al dialogo e il pronto intervento degli agenti di sicurezza hanno evidenziato la distanza tra istituzioni e una popolazione ridotta a sudditi, ma il Re è nudo, lo abbiamo spogliato. Lo spazio sociale entro a cui si muovono le forme più radicali di queste proteste cerca l'opacità dal controllo istituzionale, si ritaglia spazi fuori dal monopolio della legalità, del potere e del mercato...
Si occupano piazze, spazi sociali autonomi, università e scuole, case lasciate sfitte.
E' in questo contesto che nel nostro piccolo abbiamo occupato la libreria ex Cuem. Perciò, confrontarci con questo panorama e ragionare sulla pratica dell'occupy è per noi fondamentale.
Senza un luogo, organizzarsi è quasi impossibile. Abbiamo bisogno di posti che siano nostri, in cui moltiplicare gli incontri e la circolazione di idee e mezzi materiali, in cui incontrarsi, elaborare un'intelligenza comune e raccogliere le forze, per affrontare quella che consideriamo una sfida aperta al presente.
Le occupazioni sono isole tenute libere dalle logiche di mercato e di controllo, e crepe che aprono laboratori di partecipazione catalizzando lotte ed esperienze diverse. Spazi di autodeterminazione, luoghi dentro a quartieri, università, scuole, metropoli, territori, in grado di costruire pratiche e immaginari che indicano un fuori, ovvero un'altra idea di società, autonoma e contrapposta a quella dei mercati, della dittatura della finanza e del capitalismo, dei partiti e delle poltrone.
Non bisogna chiedere il permesso per essere liberi, non c'è libertà senza autonomia. La libertà è produttiva, crea valore chi è libero di immaginare, comunicare, costruire linguaggio.
Occupare la libreria significa criticare la mercificazione dei saperi e la scadenza dei servizi, ma significa soprattutto costruire la possibilità di produrre un sapere altro e gli strumenti per sopperire ai nostri bisogni. Significa creare un luogo di conflitto che si stagli in un'orizzonte di lotte che esulano dallo stretto recinto universitario.  E' un luogo dove possiamo in autonomia sviluppare senso critico, mettere in pratica le conoscenze e svilupparle in comune, dopo aver  svincolato lo spazio dalla una logica privatistica e di profitto che contraddistingue l'Università come la società più in generale.
Al di fuori degli spazi che liberiamo ogni iniziativa è subordinata e strozzata nella sua potenza creativa da un iter burocratico e politico di accettazione e canonizzazione incompatibile con la sperimentazione. E questo non avviene per caso...perché hanno tentato di sgomberarci per ben due volte? Evidentemente perchè siamo intrinsecamente incompatibili con l'ateneo del Career Day, con l'Università-azienda, con il loro sapere sterile, col feudo dei baroni.
Al di fuori degli spazi di movimento e di lotta ogni possibilità di autodeterminazione è imbrigliata in un orizzonte legale con cui il potere controlla, si difende e attacca.
Dalla casa all'acropoli, dalle librerie alle piazze liberiamo spazi e territori di resistenza e conflitto.
Questo sabato sarà una giornata di mobilitazione contro gli sgomberi a case e spazi sociali, solidale e complice di tutti quelli che occupano e si garantiscono le risposte ai propri bisogni.
A Milano ore 15,30 in piazza Selinunte corteo contro ogni sgombero per la riappropriazione di case, diritti e spazi sociali e a Genova corteo in difesa delle occupazioni abitative, contro gli sfratti e per il diritto alla casa.
A Genova ore 15.00 in Piazza Raibetta (caricamento), contro gli sgomberi, contro gli sfratti, contro gli espropri!
RIPRENDIAMOCI CASE, VALLI, CITTA' E LIBRERIE!!

FOA Boccaccio


Durante questa settimana abbiamo assistito per l'ennesima volta alla totale incapacità di chi governa di decifrare la realtà e di relazionarsi coi bisogni di un territorio.
Un distaccamento che non può che portare a sopraffazione e violenza con una gestione poliziesca dell'emergenza sociale.
Abbiamo visto il centro sociale Lambretta sgomberato con un'imponente operazione di polizia, una famiglia di occupanti a San Siro sfrattata a colpi di manganello e un'altra casa occupata a Saronno devastata e saccheggiata dalle forze dell'ordine.
Scontate poi le risposte date dalle istituzioni che, sempre meno legittimate e capaci di affrontare i problemi reali, si chiudono nei loro palazzi di cristallo e gridano allo scandalo quando qualcuno prova ad interrompere quel marcio meccanismo democratico dietro al quale si nascondono.
Così gli sgomberi vengono spacciati per "ripristino della legalità" e l'irruzione in consiglio comunale viene definita "violazione della casa dei milanesi".
È evidente che le occupazioni di case sfitte, la resistenza agli sfratti, la creazione di percorsi autonomi di lotta per la casa, la nascita di nuovi spazi sociali non possa essere compatibile con la LORO legalità e il LORO modo di gestire ALER e gli alloggi comunali.
Il patrimonio edilizio pubblico è diventato una moneta di scambio per ottenere voti e poltrone.
Noi non possiamo lasciare che tutto questo avvenga e con sempre più determinazione rivendichiamo il diritto alla casa.
Appuntamento sabato 27 alle 14 in Boccaccio per spostarsi insieme a San Siro.

Partenza del corteo alle 15.30 in piazza Selinunte a Milano
FOA Boccaccio 003


ALBA Milano
Alba Milano sta dalla parte di chi occupa case sfitte e spazi sociali


Ritiene che queste iniziative rappresentino interessanti esperienze di gestione comune del territorio.
Solidarizza con il Comitato di lotta per le case di S. Siro, con il CS Cantiere e con il collettivo Lambretta che hanno subito la violenza dello sgombero.
Riconosce nella pratica dell' occupazione di case sfitte e di spazi urbani una delle forme centrali del conflitto sociale. Solo a partire dalla conflittualità diffusa è possibile prefigurare un percorso alternativo alle scelte neoliberiste in Italia e in Europa, capace di aggredire politicamente il livello istituzionale.

Officina dei Beni Comuni


Il comitato dell'Officina dei Beni Comuni esprime solidarietà per gli ultimi avvenimenti  avvenuti a Milano ( sgombero Lambretta e metodi repressivi contro i manifestanti del comitato abitanti di San Siro).
Sicuramente , tale atti non corrispondono a quanto paventato in campagna elettorale e sono un esempio che, purtroppo, in questa città, non sia avvenuto alcun cambiamento né nei metodi né nei contenuti.
Ad oggi, questa Giunta non sta attuando reali politiche di ascolto che vengano incontro ai bisogni veri della città e crediamo che tale prassi intimidatoria non possa che aumentare il livello di tensione .
Neanche in passato,  con le più "ostili" Amministrazioni , come persone,  cittadini, lavoratori abbiamo accettato tali metodi e continueremo ad esprimere sempre il nostro dissenso , a manifestare le nostre opinioni, a dar voce ai più deboli e a condannare ed ad opporci con tutte le forze a tali politiche repressive.
Per queste ragioni grande solidarietà ai Compagni e le Compagne del Lambretta e ai Compagni e le Compagne del C.S Cantiere- di Asia-USB
Parteciperemo alla manifestazione del 27 di Via Selinunte e salutiamo con gioia la nuova occupazione del Lambretta.
Officina dei Beni Comuni

TeLOS e il Comitato Autoorganizzato Saronnesi Senza Casa


il TeLOS e il Comitato Autoorganizzato Saronnesi Senza Casa, recentemente sgomberato da Casa Veleni, parteciperanno al corteo di sabato 27 con un proprio spezzone. Abbiamo lanciato un puntello in stazione.
Di seguito il volantino distribuito dopo lo sgombero...a sabato!!!

La casa è di chi l'abita – sullo sgombero di Casa Veleni
24 giorni fa una delle tante case sfitte presenti sul territorio saronnese riprendeva vita: un gruppo di ragazzi e ragazze la occupa per viverci. Si tolgono le ragnatele, si scrostano i muri, si stuccano i buchi. In pochi giorni la casa passa di proprietà: dal degrado a degli abitanti in carne e ossa. La vecchia tintoria, da più di un decennio in disuso e in abbandono, riprende colore.

In poco più di tre settimane abbiamo vissuto la sorprendente solidarietà del vicinato, cogliamo l'occasione per ringraziarvi, vicini di Casa Veleni. Ci avete offerto cibo, mobili, abilità tecniche, ma ci avete soprattutto offerto un rapporto sincero.

Oggi le forze del dis-ordine hanno però ripristinato la legalità: la casa in cui abitavamo è stata svuotata, gli abitanti denunciati e gettati in mezzo ad una strada. Successivamente sono entrate in azione le ruspe che hanno iniziato a demolire lo stabile. Meglio un cumulo di macerie di una casa abitata da chi ne ha bisogno.Abbiamo vissuto per più di tre settimane in una casa occupata, dimostrando a chiunque sia in una situazione di difficoltà abitativa che esistono altre strade rispetto al subire passivamente, con vergogna, gli sfratti, gli affitti asfissianti, l'impossibilità di arrivare a fine mese.

Intanto a Saronno come in tutta Italia cresce l'emergenza abitativa: sempre più famiglie non riescono a sostenere le spese che avere un tetto sopra la testa comporta. Sempre più persone faticano per pagare mutui trentennali e affitti stellari, e di pari passo aumentano a dismisura gli sfratti e gli sgomberi, sempre più spesso effettuati grazie alla violenta presenza delle forze di Polizia (come avvenuto ad esempio ieri a Milano a San Siro).

Noi abbiamo deciso di non aspettare che qualche istituzione caritatevole ci elemosinasse il suo aiuto per risolvere il nostro problema di avere una casa dove vivere. Abbiamo invece deciso di agire, e di aprire una delle migliaia di case vuote, presenti in tutta Saronno, dimostrando la percorribilità di questa strada. Il problema abitativo è una polveriera pronta ad esplodere in tutta Italia, e non sarà di certo la politica ad occuparsene, se non saremo noi i primi a farlo. La frenesia con cui i politici come Lara Comi si affannano a diffondere insicurezza e paura tra la popolazione è la cartina tornasole di questo ragionamento: chi si auto-organizza fa paura al potere, fa paura perchè dove non ci sono servi non ci sono capi.

La Politica continua a dare mostra della sua vera natura corrotta e mafiosa, in attesa del giorno in cui cacceremo a calci nel culo Lara Comi, Formigoni e tutti quegli altri parassiti ci sembra davvero il minimo iniziare a riprendere possesso delle nostre esistenze, e la nostra esistenza ha bisogno di un tetto sozatto cui riposarsi.
A breve ce ne prenderemo un'altro.

SENZA CASA NON CI STIAMO
ALL'INDIGNAZIONE PREFERIAMO L'AZIONE
Comitato Autorganizzato Saronnesi Senza Casa
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Associazione diritti per tutti e Comitato Provinciale contro gli Sfratti - BRESCIA


Il momento più duro, più vero  di questo continuo CORPO A CORPO con la crisi capitalista viene vissuto, con rabbia e disperazione, da migliaia di esseri umani dentro e davanti le case dove si trincera il loro definitivo diritto alla vita.
E' politica alta, pulita, senza compromessi perché è  LOTTA PER LA VITA, PER L'ESISTENZA QUI E ORA.
CASA PER CASA, SFRATTO DOPO SFRATTO, IN OGNI SGOMBERO E RIOCCUPAZIONE questa lotta si allarga, qui a BRESCIA, lì a MILANO e un po' dappertutto. E' ALTERITA'  a questo barbaro modo di concepire i rapporti umani; è RESISTENZA CONTINUA alle politiche classiste e  disumane dei governi.
In questa lotta ESTREMA, donne e uomini liberi si alzano come giganti di fronte allo stato con il suo diritto di proprietà, i suoi giudici, le sue forze dell'ordine, la sua priorità rispetto ai diritti degli esseri umani.
In questa lotta necessaria,  con la ragione in fondo al cuore e la RIVOLTA nel cervello, stiamo costruendo SOLIDARIETA', FRATELLANZA, GIUSTIZIA senza leggi e imposizioni.
PER OGNI SFRATTO RIUSCITO creeremo le condizioni di nuove occupazioni. A OGNI SGOMBERO seguirà la protesta, la ribellione e altre occupazioni. Fino a che, davvero, NON CI SARANNO CASE SENZA PERSONE E NESSUNA PERSONA SENZA CASA !
In questa lotta GIUSTA, gli esseri umani abbandonano la disperazione, prendono coscienza e contestano nei fatti le regole che li vorrebbero  vedere, solo,  come RISORSE PRODUTTIVE E RIPRODDUTTIVE. E CIASCUNO DONA L'AIUTO CHE PUO' E RICEVE L'AIUTO DI CUI HA BISOGNO.
Per tutta questa settimana, i nostri picchetti hanno resistito a sei sfratti; con più forza e decisione  quando arrivavano le notizie della violenza scatenata contro di voi. Dopo ogni assalto poliziesco noi, insieme a voi e a ogni altro resistente,  saremo ancora là:  DENTRO E DAVANTI qualche tipo di casa.

ASSOCIAZIONE DIRITTI PER TUTTI – BRESCIA
COMITATO PROVINCIALE CONTRO GLI SFRATTI - BRESCIA


Stella Rossa Rugby


Sabato 27 ottobre Stella Rossa Rugby Milano sarà in Piazza Selinunte a fianco degli abitanti di San Siro, perché difendere il diritto alla casa è un dovere di tutti!A Milano continuano ad emergere i rapporti tra chi ordina gli sgomberi e le associazioni a delinquere, nella nostra città gli alloggi vuoti sono ancora più di 4.000 e a pagare questa situazione sono le famiglie già piegate dalla crisi! In una Milano così occupare rimane l'unica soluzione, forse è il caso che si inizi a pensare a cosa è giusto, piuttosto che a cosa è legale! Stop agli Sfratti! Sfrattiamo la 'ndrangheta dall'Aler!

USB Lombardia


I compagni occupano la commissione casa gridando casa, diritti, dignità, e con loro alcuni occupanti di case,dopo essere stati picchiati dalla polizia durante uno sfratto. le stesse cose che basilio rizzo e giuliano pisapia gridavano 20-30 anni fa.... Peccato che con gli anni si perde la memoria.

ASIA Bergamo


Milano, lunedì 22 ottobre 2012. Le forze dell'ordine si presentano presso i caseggiati ALER di San Siro per sgomberare una delle tante famiglie che occupano casa per bisogno. Sulle persone solidali scese in strada a impedire lo sgombero si scatena la furia dei manganelli.
La politica istituzionale persevera nel proprio atteggiamento inerte. Mentre centinaia di alloggi pubblici restano vuoti e migliaia di famiglie sperimentano la precarietà abitativa, l'emergenza casa trova spazio nell'agenda politica solo come problema di ordine pubblico.
Sono recenti ma paiono così lontani i giorni in cui Pisapia si schierava dalla parte di coloro che occupavano casa per bisogno ed esasperazione. Ascoltando i richiami alla legalità del Sindaco di Milano viene automatico chiedersi cosa sia cambiato da quei giorni ad oggi.
Quello che di certo non è cambiato è il contesto in cui tutto ciò avviene: lo scenario di crisi economica, l'impennata degli sfratti per morosità incolpevole, le politiche di austerity che il governo inpone alla popolazione, come sempre a spese di chi ha meno.
Dove migliaia di alloggi, pubblici e privati, restano vuoti, è inaccettabile che migliaia di famiglie, impossibilitate a pagare un affitto di mercato, restino senza casa. Occupare per bisogno non è un delitto, ma la risposta più immediata ad un bisogno negato.
Siamo solidali con il Comitato Abitanti e con la popolazione di San Siro. Siamo solidali con tutte quelle persone che, in ogni angolo del paese, si battono oggi per il proprio diritto all'abitare, difendono la propria dignità, reclamano cittadinanza e reddito.
Nessuna casa senza persone, nessuna persona senza casa!
Per il blocco immediato di sfratti e sgomberi!
As.I.A. Bergamo

A #milano nel quartiere resistente e ribelle di #sansiro stamattina lo sgombero di una famiglia occupante x necessità ha mostrato ancora una volta cos'é x comune #aler e questura la giustizia. Solo polizia e manganelli x chi non ci sta a vivere senza dignità e non si piega alla mafia che gestisce gli alloggi. Autonomia e solidarietà fanno paura alle poltrone dei potenti. Gridiamo a gran voce la nostra solidarietà a sorelle e fratelli di sansiro, siamo con voi, segando ogni giorno di più le zanne a tutti quei farabutti che vorrebbero determinare le nostre vite. Solidali e ribelli, #Bergamo è con voi!


ASIA Milano: NDRANGHETA E MANGANELLI. SOLIDARIETA' AL COMITATO ABITANTI SAN SIRO


I fatti di oggi avvenuti in Via Preneste 1, dove la polizia ha caricato delle famiglie di senza casa colpevoli di aver fatto rivivere una delle migliaia di appartamenti sfitti, mostrano la faccia di un potere che alla crisi e ai bisogni dei cittadini non dà risposte bensì usa i manganelli indistintamente, ferendo e mandano in Ospedale militanti del comitato abitanti di san siro e dell'A.S.I.A. USB.[ Continua... ]

ASIA USB Coordinamento Nazionale - Milano: il nuovo che avanza si fa largo con i manganelli?


Ci risiamo, dopo via Nerea un'altra brutta pagina per l'emergenza abitativa è stata scritta ieri nelle vie milanesi. Ancora uno sgombero, ancora violenza immotivata e inutile. Con la giunta Pisapia che sta scegliendo modalità indistinguibili da quelle conosciute al tempo della Moratti: la legalità prima di tutto, poi se le famiglie occupanti per necessità hanno il diritto di avere un alloggio o se Milano è divenuta una delle città con un numero di sfratti sempre più alto (oltre il 90% dei quali per morosità, grazie alla crisi economica) diventa secondario e si privilegia la fase sanzionatoria a quella della comprensione del disagio sociale.[ Continua.. ]

I circoli del PRC zona 7 - Il gruppo consiliare SinistraxPisapia – Federazione della Sinistra zona 7
L'emergenza abitativa non è un problema di ordine pubblico


L'aggravarsi della crisi spingono sempre più in basso gli strati più poveri della popolazione, nei quartieri popolari (ALER) come San Siro questo si evidenzia con la necessità di difendere il diritto di avere una casa dove poter vivere.
Ai bisogni non si può rispondere con la "forza", ma con politiche ed azioni mirate ad affrontare con coraggio gli annosi problemi ereditati da gestioni scellerate del problema abitativo che tutto si prefiggevano, meno che la soluzione dell'emergenza abitativa.
Esprimiamo la massima solidarietà con tutte le situazioni che, in difficoltà, provano a resistere alla crisi sviluppando solidarietà e partecipazione ed impegnano la città di Milano e la sua giunta a prodigarsi con decisione nel limite delle possibilità.
Il partito della Rifondazione Comunista si impegna a sostenere le lotte per il diritto alla casa e ad una vita dignitosa.

Aldo Giannulli
Contro il feticcio della legalità


Avevo appena finito di scrivere il pezzo sugli eccessi del giustizialismo che è arrivata la polemica sugli sgomberi del Lambretta e delle case di San Siro operati dalla questura milanese subito dopo i quali, gli occupanti di San Siro, hanno protestato entrando a Palazzo Marino. La cosa, ovviamente, determinato una levata di scudi verso i soliti centri sociali che sono violenti, ricorrono a forme di lotta inaccettabili ecc. sia da parte della destra (e sin qui ci siamo) sia da parte di molti esponenti del Pd che hanno sostenuto che nessuna solidarietà dovesse darsi agli sgomberati, perché non sono accettabili forme di lotta illegali mentre la legalità è un valore assoluto da difendere. In astratto la difesa della legalità è un punto di vista condivisibile, e tanto più in un momento in cui la legalità è quotidianamente violata dai poteri forti della finanza, da una casta politica di farabutti e tangentari, dalla grande criminalità organizzata ecc. Ma è proprio questa l'occasione migliore per rimarcare la difesa di questo valore? Ed in concreto come stanno le cose?
Per la verità, non ricordo alcuna epica battaglia di questi esponenti del Pd contro la penetrazione della 'ndrangheta a Milano –tanto per dirne una-. E nemmeno contro la valanga di reati finanziari che si è abbattuta su di noi negli ultimi dieci anni, da Tanzi in poi –per dirne un'altra-. Ma evidentemente, queste solerti vestali della Legge ritengono che sia ben maggiore la pericolosità sociale di un gruppo di giovani che occupa uno stabile sfitto.Questa polemica segnala tutto il distacco di questi esponenti politici dalla tradizione della sinistra italiana che viene da una lunga storia di azioni illegali, per affermare i diritti dei lavoratori: lo sciopero è stato a lungo un reato ma, non ci fossero state quelle azioni illegali lo sarebbe ancora oggi. [ Continua... ]

Kento


Sono vicino a questa lotta, che seguo anche con profonda preoccupazione perché - senza trascurare l'intollerabile negazione del diritto alla casa - rappresenta l'ennesima testimonianza della dimensione di egemonia nazionale (e non solo nazionale...) raggiunta dalla 'ndrangheta, a braccetto con alcune parti della politica. Sabato sarò col cuore e col pensiero a piazza Selinunte, un luogo che mi è molto caro anche personalmente perché ho avuto il piacere di portarci la mia musica proprio per la festa del comitato degli abitanti di San Siro. In questo momento veramente triste di repressione e dittatura del grande capitale è importante, da un lato, riaffermare i diritti fondamentali che non andrebbero mai messi in discussione - come la casa, il lavoro, la salute, l'istruzione - e, dall'altro, supportare tutte le istanze collettive dal basso per riprenderci questi diritti e spazi negati. Un abbraccio e sempre resistenza.

Maysa Moroni


C'è una piccola storia, che raccontava mio padre Primo Moroni, chissà quante volte gliel'ha raccontata caro Sindaco, forse l'ha dimenticata: C'era una volta un piccolo pezzo di terra incolto tra via Conchetta e via Torricelli che un giorno cominciò ad essere utilizzato dagli anziani dalla zona, qualche sedia presa in prestito da un bar, fiori seminati udite udite senza permessi, alberi piantati il-le-gal-men-te. Sostanzialmente, occupavano uno spazio, attraverso una pratica illegale, per rivendicare un diritto. In quei giorni cominciò un confronto tra gli occupanti del centro sociale Cox 18 e gli abitanti del quartiere. Diceva mio padre:"Ci confrontammo su come si conquistano i diritti in prima persona, al di fuori delle leggi. C'è stata una lunghissima riunione in cui abbiamo esposto la nostra idea di democrazia, dicendo che, se tutti avessero sempre rispettato le leggi, saremmo ancora fermi allo Statuto albertino . Abbiamo illustrato come le conquiste dal basso dei diritti siano sempre passate anche attraverso ro t t u re della legalità e abbiamo ribadito che, quindi, sostenevamo la volontà di pensionati, vecchiette e portinaie di avere questo giardino."

Marco Rovelli


"La casa è di chi l'abita / È un vile chi lo ignora", si cantava nell'ottocento, e si dovrebbe cantarlo ancora. Non certo nel senso della home-owners society vagheggiata da Bush e che sta all'origine della crisi presente, ma nel senso che l'abitazione non può non essere praticata come uno dei diritti fondamentali, direi proprio elementari, di una società che voglia dirsi sostanzialmente democratica. È inaccettabile che una città risponda unicamente con la repressione alle istanze concretissime che si levano dal basso. È inaccettabile che una famiglia senza reddito venga sbattuta in strada sic et simpliciter, di fronte alla moltitudine di case vuote che esistono sul territorio. È inaccettabile che si parli di infiltrazioni mafiose nella gestione dell'edilizia popolare e intanto a pagare siano i più deboli. È inaccettabile, anche, che esperienze collettive che danno nuova vita a quartieri e strade abbandonate vengano cancellate d'imperio per restituire quei luoghi al nulla. È inaccettabile, infine, che le forze dell'ordine si sentano ancora una volta in potere di usare la forza vigliacca - un pugno in faccia a una giovane donna - senza dover rispondere a qualcuno. È tempo che a queste questioni sia la città intera a rispondere.

Alessandro Lanzani


Conosco questo sangue.
Oggi dei ragazzi del Cantiere sono andati in soccorso di una famiglia fortemente disagiata che " occupa" case popolari dell'Aler. Si quell'Istituto infiltrato dalla a ndrangheta attraverso i voti comprati dall'assessore regionale Lombardo. Arriva La celere che smanganella e spacca la testa a chi difende gli ultimi. SUbito dopo altri ragazzi del Cantiere vanno in comune alla commissione casa è un assalto dicono , ma la commissione non da udienza e arriva di nuovo la Polizia.
li conosco uno per uno, quelli del cantiere sono con loro perché da soli e in pochi fanno il lavoro che dovremmo fare noi stare con gli ultimi ed essere ultimi. Il resto sono polemiche da benpensanti.
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E' il video autoprodotto da Metrix ovvero i ragazzi del Cantiere.
Sono quelli che vi sbattono in faccia le contraddizioni.
Sono quelli dei i cento punti di sutura dopo i manganelli
Sono quelli che prendono i cazzotti in faccia senza caschi a volto scoperto
Sono quelli che hanno "Profanato" palazzo Marino.
Sono quelli che "essere partigiani è stare dalla parte di chi lotta"
Sono quelli che sono "senza tregua"
Sono quelli che sono scomodi alle nostre comode opinioni
Loro sono quelli. Noi chi siamo ?
Nel video ci sono fatti numeri informazioni immagini che meriterebbero milioni di condivisioni. Fate voi.

Alessio Pian


Questa città si va , lentamente ed inesorabilmente perdendo....dietro vicende sempre più fosche, grevi, untuosamente oscene!
I poteri non più tanto occulti, dietro ai quali si celano interessi mafiosi, sono ciechi nei riguardi di chi sostiene la società.....perché la Società è un piatto sotto il quale , braccia forti e dignitose, sostengono il peso di una Democrazia che vogliono rubare gli affamati e vili, seduti alla tavola....commensali ben vestiti, senz'anima.
Contro ogni arroganza, ogni sopraffazione!!!!
Ragazzi....non siete soli.....
Grazie!

Ivan Xamo


Chi ieri del Comune ha gridato allo scandalo e protestato, ai tempi di Albertini o della Moratti erano in prima fila alle contestazioni..... e oggi sgombrano pure il Lambretta..... VERGOGNATEVI !!!!

Francesco Giordano


Il signor Pisapia, sindaco da oltre un anno di Milano, dice che la protesta dei senza casa di ieri è stata gravissima e che i responsabili saranno puniti. Bene, vedremo che punizione si darà, giacchè il priomo responsabile è proprio lui che in 18 mesi non ha combinato nulla, tranne che imoedire che qualche auto entrasse in centro.Si impegni a governare la città anzichè fare il vigile urbano e si occupi dei problemi veri e non le cazzate che gli suggerisce il "cerchio magico".... Solidarietà a chi occupa le case sfitte.....

Sereni Giacomo


Un saluti di cuore, a tutti voi, sono un occupatore di una palazzina nella bella e bOrghese parma, il salotto d'italia. joe bottiglia

Lucio Monocrom


La strategia delle istituzioni (tutte) è ormai acclarata: smussare le tensioni sociali attraverso la politica del bastone e della carota, tanto cara al ministro Passera ex ad di Intesa SanPaolo che a Milano (anche in giunta) ha tanti amici. Fra l'altro, la carota è mediaticamente potente ma gode di poca sostanza, fino a quando sarà rappresentata da operazioni come abitagiovani o come il fantomatico bando per gli spazi comunali. Nella rappresentazione della società cara agli amministratori delle diverse dimensioni sociali si può partecipare al governo della città attraverso proposte della levatura di un televoto (con cui si può interagire attraverso un si o un no...) e si deve rimanere all'interno di un sistema di regole che dovrebbe stabilire un equilibrio. Questo sistema di regole in realtà non fa altro che difendere l'iniquo stato di cose. Questo sistema di regole non si confronta con l'emersione di nuovi bisogni sociali, ed anche di vecchi bisogni che alcuni volevano rimossi e che invece tornano ad essere protagonisti. Per questo motivo la modalità d'azione politica più efficace è, oggi più di ieri, l'attivazione di processi sociali dal basso. Partendo da mobilitazioni come questa, sabato a San Siro, in grado di esprimere un dissenso davanti a politiche di impoverimento sociale e davanti a coloro che, volendole nominare questo dissenso (ovvero affibiare a questo una categoria o un nome) vogliono marginalizzarlo

Ombretta Diaferia


Vi raggiungo con un messaggio di solidarietà, perché sabato non potrò essere tra voi: sono alle prese con la mia resistenza.
ma vi penserò molto da dove sto difendendo una casa minata dalle trivellazioni del solito faraone leghista che prima di allontanarsi, causa soppressione dell'ente, deve lasciare la sua piramide... un parcheggio in mezzo alle case. di chi ha scelto di vivere in maniera diversa dalla loro.

la casa è un diritto, quella popolare un dovere di cui difenderne il principio.
lo stato sociale non esiste più, obnubilato e piegato alla finanza creativa che dilapida quella merce di scambio che è il danaro.
gli abitanti di san siro ne subiscono gli effetti: vivono nell'ultimo bene comune, un patrimonio immobiliare vastissimo, costruito dai nostri nonni e padri.
sono cresciuta in una casa popolare e ne conosco personalmente il valore da difendere per principio.
non solo per dare un tetto ad ogni famiglia, citando Bartolomeo Vanzetti, ma per il valore di relazione, che tali "quartieri" ancora esplodono.
non lasciatevi dividere, non lasciatevi imbonire dai personaggi dei partiti che faranno la fila per elencarvi i vantaggi dell'affidare a loro la questione. sta per arrivare il momento della verità: dobbiamo tornare a votare. non vendete il vostro voto per la casa popolare. ve la devono!

la casa popolare è di chi ne ha diritto e subisce la "selezione" per accedervi.
e se sono vuote per meri scopi di vendita, occupatele.
non solo per avere un tetto sulla testa, ma per difendere i risparmi di tutti gli Italiani, che hanno contribuito, ed ancor oggi pagano, per garantire uno stato sociale evoluto, dove tutti siamo uguali.

una parola affettuosa a Patrizia, che ci dedica tanta attenzione come piccola realtà editoriale "resistente".
oggi il nostro rapporto editore/libraio è più forte.
perché ne condivido la lotta per la difesa della casa.
anche se al nostro mondo ideale basterebbe una caverna.

un caro saluto a tutti
ombretta diaferia e abrigliasciolta
"resistenti per cultura"

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