Intervista a Jack Farchy F.T. sul Referendum in Gran Bretagna
Scritto da CantiereAbbiamo intervistato Jack Farchy, giornalista del Financial Times, a seguito della dichiarazione di Cameron che ha promesso di indire un Referendum a proposito della permanenza nell'Unione Europea della Gran bretagna.
Domanda: Alcuni osservatori, ma anche Martin Shulz, hanno detto che l'annuncio di Cameron e' rivolto più agli euroscettici in casa, in termini di campagna elettorale che ai partner europei... Ma cosa significa? Può essere un bluff? Oppure soltanto un mezzo per acquisire i voti euro-scettici alle prossime elezioni?
Risposta: Penso che il gioco politico di Cameron non sia tanto un bluff, quanto piuttosto un tentativo di giocare due sponde una contro l'altra. E' bloccato da un piccolo ma rumoroso gruppo di elettori euroscettici e di destra e, d'altra parte, a Brussels si è battuto per negoziare di fronte ad un blocco sempre più unito di 17 paesi che adottano l'Euro. Non penso avrebbe mai fatto questo discorso se non fosse stato per gli euroscettici che si trova in casa (nessun altro in Gran Bretagna è interessato a questo dibattito), tuttavia penso che stia provando ad utilizzarlo come leva politica nei negoziati con l'Unione Europea. E' una scommessa potenzialmente pericolosa.
English (Original Language): I think Cameron's political game is not so much a bluff but an attempt to play two sides off against each other. He is stuck between a small but vocal group of right-wing and eurosceptic voters (and MPs) at home, and on the other hand in Brussels he has struggled to negotiate with an increasingly united block of the 17 countries in the euro. I don't think he would be making this speech if it were not for the eurosceptics at home (no one else in Britain is interested) but I think he is trying to use it as political leverage in negotiations with the EU - potentially a dangerous gamble.
D: L'Europa e' attraversata da una crescente ondata di nazionalismo, che deriva da numerosi fattori, alcuni dei quali assomigliano a scenari gia' visti negli anni '30. Basta pensare ai casi estremi di Ungheria e Grecia, ma anche alla Francia di Marine Le Pen e alla deriva a destra di alcuni partiti conservatori. Qual'e' il ruolo dell'Ukip a proposito della vicenda UE?
R: Penso che il ruolo dell'UKIP abbia forzato la mano di Cameron. I membri della destra del Partito Conservatore sono terrorizzatio di perdere la prossima elezione a causa del fatto che UKIP acquisisce consensi degli elettori di destra, sottraendoli loro. L'Unione Europea rappresenta tutto quello che loro pensano essere sbagliato in Gran Bretagna: immigrazione, eccessiva presenza del controllo governativo, burocrazia, etc...
En: Ithink the role of UKIP has been to force Cameron's hand. The right-wing members of the Conservative party are terrified that they might lose the next election because UKIP is winning right-wing voters from them. The issue of Europe has a symbolic importance for this group. The EU represents everything they think is wrong with Britain: immigration, too much government control, bureaucracy, etc.
D: Cameron ha detto che non e' il caso di svolgere subito il Referendum, prima e' il caso di rinegoziare le condizioni della permanenza nella UE. Cosa vuole ottenere il Regno Unito nel negoziato europeo sulle politiche economiche? Teme di essere messo alle strette rispetto all'Unione Bancaria? Quanto incide l'esigenza della city di garantirsi una indipendenza per esempio di fronte all'imposizione di misure come la Tobin Tax?
R: Il governo naturalmente eè molto preoccupato di preservare lo status della City di Londra come centro finanziario, Tuttavia non credo che questa possa essere una ragione per indirre un referendum, o per lasciare l'Unione Europea (dopo tutto le persone in UK non sono molto ansiose di rendere felici i banchieri). Io penso che la ragione per annunciare un referendum oggi sia principalmente il tentativo di fermare le faide intestine del partito Conservatore (furono i disaccordi interni a proposito dell'Unione europea a causare la caduta del governo di John Major negli anni 90). La ragione per cui nell'anuncio si posticipa di 4 anni lo svolgimento del referendum è per l'appunto cercare di cambiare la traiettoria del dibattito politico. Penso che la scommessa di Cameron sia: usare la minaccia del Referendum come leva per ottenere concessioni dagli altri membri dell'Unione Europea. In seguito promuovere presso l'opinione pubblica queste concessioni come la ragione per restare nell'Unione.
En: The government naturally cares very much about preserving the status of the City of London as a financial centre. But I don't think that is reason to hold a referendum, or to leave the EU (after all, people in the UK don't care too much about keeping bankers happy). I think the reason to announce a referendum today is to stop the Conservative party from eating itself (it was the Conservative party's internal disagreements about Europe that caused the downfall of John Major in the 90s). And the reason to wait four years before holding it is to try to change the trajectory of the political debate. I think Cameron's gamble is this: use the threat of a referendum as leverage to win concessions from the other members of the EU. Then promote to the British public those concessions as a reason to stay in the EU.
D: Pensi che sarebbe un guaio anche per il Regno Unito l'uscita dall'Europa? Perchè? intendi dire da un punto di vista economico, o innanzitutto perchè politicamente la fine dell'Europa rischia di portare indietro le lancette della storia?
R:Penso che uscire dall'Unione Europea sia negativo per la Gran Bretagna sia economicamente, sia politicamente. Non sono un esperto, ma la mia impressione è che le implicazioni politiche siano più significative di quelle economiche. Questo è il motivo per cui gli Stati Uniti hanno chiarito che desiderano una Gran Bretagna parte dell'Unione: senza dubio il paese ha più influenza come membro dell'Unione Europea di quanta ne abbia da solo.
En: I think leaving the EU would be negative for Britain both economically and politically. I'm not an expert, but it's my impression that the political implications are more significant than the economic implications. That's why the US has made clear that it wants Britain to stay in the EU: the country doubtless has more political influence as a member of the EU than it would do alone.
D: Hai altre considerazioni?
R: Penso che sia importante realizzare che essere all'interno dell'Unione Europea o abbandonarla non è una dlle principali preoccupazioni per la maggior parte delle persone in Gran Bretagna. Il dibattito è guidato da una relativamente piccola fetta di elettori Conservatori e dall'UKIP. Questo non per dire che il popolo britannico è europeista (penso che i sondaggi dicano che un referendum, domani mattina, determinerebbe l'uscita dall'Unione), ma sicuramente che le persone che si battono per una uscita dall'Unione sono una piccola parrte della popolazione.
En: I think it's important to realise that being in the EU or leaving it is not the most pressing concern for most people in Britain. The debate has been driven by a relatively small contingent of right-wing voters and Conservative MPs -- and of course the UKIP. That's not to say that British people are pro-European (I think the polls show that if there was a referendum tomorrow, we would leave the EU) but just that the people clamouring to leave the EU are not a large part of the population.
Diritto all'abitare tra crisi ed emergenza abitativa
Scritto da CantiereNegli ultimi anni l'emergenza abitativa in Italia è diventata sempre più imponente, migliaia di giovani e famiglie si trovano a non potersi permettere di pagare un affitto, aumentati nelle grandi città del 150% Secondo i dati, negli ultimi 5 anni in Italia si contano 290.000 sfratti emessi di cui 240 000 per morosità e 140.000 sfratti eseguiti di cui 100.000 per morosità.
In questa situazione di forte precarietà di vita, sia abitativa che lavorativa, appena prima di Natale nel cosidetto "milleproroghe" confluito nella legge di stabilità, è stata prevista la proroga di un anno del blocco degli sfratti per le famiglie di anziani, di portatori di handicap e di malati terminali che hanno un provvedimento per finita locazione.Nessuna misura è stata prevista per l'80% degli sfratti che avviene per morosità incolpevole, cioè per morosità dovuta alla perdita o alla mancanza di lavoro
Questo provvedimento salverebbe dagli sfratti 30.000 persone ma solo nei prossimi mesi potrebbero avvenire 125 000 sfratti per morosità, perfIno l' ANCI (Associazione nazionale comuni italiani) l' 11 dicembre si era espressa per inserire nella legge di stabilità un blocco totale degli sfratti, visto l' impossibilità per migliaia di persone di potersi permettere un affitto soprattutto in questo periodo di crisi, dove solo dal 2008 al 2010 gli sfratti per morosità sono aumentati del 50%.
Per il 2013, inoltre è stato abolito l' FSA, fondo sociale affitto, le 300.000 mila famiglie con reditti bassi che ricevevano un sussidio resteranno anche senza questo piccolo ma importante strumento di tutela.
La situazione di emergenza abitativa in italia è molto grave e lo sarà sempre di più visto l' avanzare della crisi che ha fatto schizzare a livelli record la disoccupazione e le cassaintegrazione, che ha ridotto il potere d' acquisto delle famiglie e dei giovani.A essere colpiti dalla barbaria degli sfratti non sono solo le famiglie di media età o di anziani ma anche i giovani con età inferiore ai 35 anni rappresentano ben il 21% delle famiglie sotto sfrattoNegli ultimi anni dal popolare al privato abbiamo visto l' aumento esponenziale di chi non riesce a pagare l' affitto, anche se a canone sociale, perchè se perdi il lavoro o hai un redditto intermittente e precario o hai figli da mantenere è sempre più difficile non diventare moroso.Un' emergenza casa che dura da anni ma che si è intensificata con l' impoverimento generalizzato prodotto da questa crisi, non è accettabile che si continui con la politica degli sfratti e degli sgomberi, che si svenda l' edilizia popolare e si sgomberi chi occupa per necessità, che si lascino circa 5 000 alloggi popolarai vuoti e oltre 81 000 case private sfitte mentre ci s ono oltre 13.000 senza fissa dimora solo a milano, la casa è un diritto inalienabile e necessario per vivere con dignità!
Alcune delle ultime mobilitazioni per il diritto alla casa in Lombardia e link d'approfondimento
MILANO:
18/12/2012 Presentazione del manuale delle pratiche di Mutuo Soccorso
5/11/2012 Sanatoria o delatoria? I movimenti di lotta per la casa in presidio a Palazzo Marino
11/12/ 2012: Iniziativa all'ALER: chiudere subito i covi neri, il silenzio è complice!
27/10/2012 San Siro chiama, Milano risponde - 99% love Occupy, #fuckausterity
22/10/2013 Occupazione di Palazzo Marino dopo il violento sgombero a San Siro
BRESCIA:
17/01/2013 BRESCIA: NUOVA OCCUPAZIONE, L'HOTEL SIRIO RINASCE ALL'EX POLIAMBULANZA.LA CASA E' UN DIRITTO!
14/01/2013 BRESCIA: SGOMBERATO L'HOTEL SIRIO OCCUPATO. STASERA ORE 20.30 ASSEMBLEA @MAG47.
10/01/2013 PICCHETTO ANTISFRATTO A CONCESIO. OTTENUTO UN RINVIO AL 28 FEBBRAIO
9/01/2013 BRESCIA: LA RESISTENZA BLOCCA LO SFRATTO DI VEROLANUOVA
Per maggiori informazioni sulla lotta per la casa a Brescia: associazione diritti per tutti e radio onda d' urto
MONZA:
Guarda l'inchiesta del F.O. A Bocaccio ABITARE a MONZA introduzione a problematiche e prospettive relative al diritto alla casa
Guarda le foto del presepe antisfratto
Per maggiori informazioni sulla lotta per la casa a Monza: Bocaccio
SARONNO E BERGAMO
3/11/2013 UN' ALTRA CASA CE LA PRENDIAMO
Per maggiori informazioni sulla lotta per la casa a Saronno Collettivo la Fenice
BERGAMO
12/01/2013 Mobili davanti alla Regione la protesta : la protesta dei cittadini di Zingonia non si ferma
13/01/2013 Bergamo. La gente di Alzano mobilita per lo sfratto di una famiglia indiana
In Colombia
In questo momento il governo di Colombia sta facendo dialoghi di pace con la guerriglia dalle FARC-EP (la più grande e vecchia), Dopo una lunga trattativa segreta si sono accordato per una discussione in 5 punti:
1. Politica agraria
2. Partecipazione alla politica
3. Fine del conflitto armato
4. Soluzione al problema dalle droghe illegali
5. Riparazione alle vittime.
Questo momento offre la possibilità di fermare la repressione armata di un conflitto tra il popolo e il modello di sviluppo promosso dalla oligarchia, che ha avuto un altissimo costo umano.
Ma perché il governo vuole un accordo con la guerriglia, quella di cui si diceva che era quasi finita? Organizzativamente debilitata (ma non distrutta) a causa della strategia della guerra sporca contro-insurrezionale, e quella di uccidere i capi più importanti. L'interesse di parte del potere oligarchico rappresentato da questo governo è di aprire tutto il territorio nazionale all'investimento straniero delle multinazionali per la agroindustria e l'estrazione di risorse naturali perché in questo momento le insorgenze sono un ostacolo e un rischio per il capitale straniero. Questa guerra è diventata troppo costosa, e anche se le guerriglie in questo momento non possono prendere o distruggere lo stato, queste sono tornate ad una guerra attiva dopo avere ripiegato per diverso tempo.
La pace proposta dal il movimento popolare non è la stessa pace delle multinazionali e dei terra-tenenti, o del governo. Perciò in questo momento il popolo organizzato dalla "Ruta Comun para la Paz" chiama ad una uscita dal conflitto armato, ma non guardando la pace solo come il monopolio della violenza da parte di uno stato genocida, corrotto e sfruttatore che mantiene fame, iniquità e oppressione. La pace è invece una metodologia e una forma da costruire. Una vera pace prevede una democrazia in cui il popolo possa decidere sopra la sua vita e autogovernarsi. Il contenuto riformatore prodotto dai dialoghi saranno in gran parte risultato de la mobilitazione e contrappeso che i settori organizzati faranno, per scongiurare una pace parziale.
Breve Contesto Storico della repressione
Colombia é considerato il terzo paese piu diseguale del mondo, con una concentrazione dellla propietá della terra dove il 0,4% dei propietari hanno il 64% dalla terra. Più di metà della popolazione vive in poverta e ci sono 4 millioni di migranti interni per il conflitto armato. C'è il record mondiale di sindacalisti assasinati. E' un paese molto ricco in biodiversitá e risorse naturali, che sono state sfruttate nell'ultima decade da diverse multinazionali, prevalentemente degli Stati Uniti, paese che ha avuto grande influenza sul modello di sviluppo e di sicurezza militare (giustificato falsamente in nome della guerra contro le droghe).
La Colombia e' un paese in cui l'oligarchia ha sempre risposto a tutte le forme di dissidenza e di protesta con la repressione armata, a causa di questa situazione prima degli anni 50 hanno avuto inizio le prime guerriglie, come forze di autodifesa, che si sono via via trasformate in forze comuniste con un proggetto di prendere il potere.
Storicamente lo stato ha incarcerato minacciato e amazzato il popolo con le sue forze legali (esecito, polizia, inteligence) in una rapporto organico con i paramilitari (forze armate irregolari di destra, implementate inisialmente dagli Stati Uniti nel 1962 e sviluppatesi al massimo negli anni '90 con la presenza dell'AUC -Autodefense Unite dalla Colombia- e parzialemente smobilizzate nel 2002) che in forma secondaria lottano contro le gueriglie. La loro funzione principale é fare il lavoro sporco per conto delle aziende legate all'allevamento, la agroindustria (palma aficana, banano), narcotraffico, estrazione mineraria e altri macroprogetti. Il lavoro sporco consiste nell'uccidere ogni comunitá nel loro cammino per ampliare il latifondo, e anche ammazzare tutto ciò che è di sinistra. Dobbiamo ricordare il partito Union Patriotica, e A Luchar! Tra le altre organizzazioni popolari che son state massacrate dai paramilitari e l'esercito ha scelto lo sterminio per migliaia di civili, militanti, compresi tre candidati presidenziali, un intero partito politico.
Nel contesto contemporaneo con il cambio di governo si è vista una contradizzione tra le classi che per tanti anni hanno fermato qualunque cambiamento sociale. Da una parte il potere regionale piu legato al narcotraffico e al latifondo, rappresentata principalmente dall'ex presidente Alvaro Uribe, contro la oligarchia finanziaria e industriale della capitale e altre città importanti rappresentate per l'attuale presidente Juan M. Santos, che a 8 anni dalla più sporca guerra in cui lui è stato ministro della guerra (mentre accadevano moltissimi casi di falsos positivos[1]-più che 2000 giovani poveri amazzati dall'esercito per farli passare per guerriglieri e rispettare gli obbiettivi di produttività e vincere più soldi) vuole ripulire la legittimità a un stato marcio, con proposte come il proggeto di restituzione della terra, che con un discorso diverso da quello del precedente governo disturba i poteri regionali.
Dopo 60 anni della più forte guerra della nostra storia contemporanea in cui il tessuto sociale è stato distrutto dalla violenza e altre sconfitte instituzionali: il popolo comincia a unirsi di nuovo e nascono diversi proggetti ampi di trasformazione sociale, che tra diverse strade rifiutano il modelo di sviluppo e la pace proposta dalla oligarchia, proponendo alternative di vita degna, dove la pace solo si puo trovare con ugualianza, giustizia, e libertá, in una Colombia dove il popolo mai ferma di lottare.
Leggi approfondimenti:
Testo firmato dal governo e dalle FARC all'inizio de dialoghi con i 5 punti dalla agenda
Il Manifesto della "Ruta Social por la Paz".
Questo manifesto nasce da una convergenza di tutte le organizzazioni sociali di sinistra che esigono e costruiscono pace con giustizia sociale.
Testo completo del discorso del comandante Ivan Marquez delle FARC-EP all'avvio del tavol di dialogo ad Oslo, da Uninomade.org
Colombia, bilancio di una guerra civile, sperando nella pace. di Toni Negri, da Uninomade.org
Colombia: entre la geografia de la desposesion y la Mesa de Oslo, di Cesar Altamira, Uninomade.org
L'ex cuem non è vuota: il cda non può deliberare!
Mercoledì 19 il cda dell'università statale ha intenzione di deliberare sullo spazio della libreria ex cuem. L'università considera lo spazio vuoto dopo il fallimento della cuem, ignorando intenzionalmente il fatto che da aprile dello scorso anno ha invece iniziato a rivivere in maniera autogestita. La libreria non è uno spazio vuoto! Fotocopie gratis, scanner a disposizione, archivio digitale di libri di testo, libri scontarissimi, dibattiti, per-corsi, pranzi sociali, i progetti e i desideri di tanti e tanti studenti che ogni giorno passano, si fermano, discutono. L'università vuole rimpiazzare tutto questo con delle macchinette automatiche... ma vi pare possibile?!?
> Guarda, scarica e diffondi la campagna "L'ex cuem non è vuota: il cda non può deliberare!"
> Guarda il programma delle iniziative della prossima settimana
> Che cosa è l'Ex-Cuem? Progetto, manifesto della Libreria Autogestita
Per mandare solidarietà con una firma, con un testo, con un'immagine, nel modo che volete, scrivete a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o venite a trovarci in libreria!
"Siamo un gruppo di studenti della Statale di Milano che il 16 aprile ha ridato vita allo spazio dell'ex libreria CUEM, fallita da ottobre per debiti e falso in bilancio. Abbiamo occupato perchè sentiamo l'esigenza di creare un luogo che agisca da catalizzatore per la circolazione di saperi critici all'interno della struttura universitaria; abbiamo occupato perchè partendo da noi stessi, dai nostri sogni ed interessi, vogliamo mettere in discussione il sistema didattico tramite ciò che chiamiamo per-corsi; abbiamo occupato perchè, banalmente, l'università non ci offre nessun luogo per scaldarsi il pasto portato da casa, per leggere i giornali bevendo il caffè e fumando una sigaretta con vista panoramica sul giardino pesci."
Queste sono le parole che abbiamo scritto nel primo mese di occupazione. Sono parole che crediamo ancora attuali, visto che il progetto continua a vivere e continua a catalizzare energie in tutta l'Università (e non solo). In questi giorni però abbiamo scoperto che per l'amministrazione dell'Università Statale di Milano la nostra libreria non esiste, per loro è uno spazio vuoto, quindi destinabile ad area ristoro con annesse macchinette. Insomma le merendine vincono sui libri ed il profitto del privato vince sull'esigenza di elaborazione culturale. Non è la prima volta che riceviamo "segnali negativi" da chi dirige l'università, però è la prima volta che un consiglio d'amministrazione ha intenzione di deliberare sull'uso di questo spazio, cosa che avverrà settimana prossima. Per questo motivo chiediamo a tutti coloro che sono passati, che hanno partecipato, trovato il libro che cercavano da sempre o anche bevuto solo un caffè in nostra compagnia di continuare a farlo. Inoltre ci piacerebbe che tutti gli artisti, musicisti, scrittori, editori, filosofi, teatranti, writer, saltimbanchi e poeti con i quali abbiamo avuto la fortuna di incrociare il cammino in questo spazio, possano affiancarsi di nuovo a noi fisicamente o solo con un messaggio, per darci il loro sostegno e la loro complicità, come meglio credono.
"La nostra libreria non sarà mai vuota e non si potrà mai chiudere. Le nostre asce di guerra sono le relazioni che abbiamo creato."
Programma delle inizitive della settimana nella Ex-Cuem Libreria Autogestita e in università
LUNEDI' 17 - dalle h.15 per-corso "LA RIVOLUZIONE DELLA CREATIVITA'"
MARTEDI' 18 - dalle h.15 terza tappa del per-corso antifascista "BATAILLE E IL FASCISMO QUOTIDIANO"
- h.18 CINEFORUM "INGLORIOUS BASTARDS!"
MERCOLEDI' 19 - dalle 14 PRANZO SOLIDALE "LA CUEM NON E' VUOTA, IL CDA NON PUO' DELIBERARE"
- h. 18 CINEFORUM "MILANO ODIA LA POLIZIA NON PUO' SPARARE"
GIOVEDI' 20 - serata di fine anno, della fine del mondo ma NON della fine dell'ex-cuem! gruppi live della statale +djset e performance
Che cosa è l'Ex-Cuem? Progetto, manifesto della Libreria Autogestita
L'Amministrazione dell'Università Statale di Milano vede spazi vuoti dove questi sono pieni. Si potrebbe pensare ad allucinazioni di varia natura, ma invece si tratta di un preciso disegno politico: tutto ciò che esce dai canali riconosciuti semplicemente non esiste. Dunque per l'Ex-Cuem la strada parebbe essere una sola, costuituirsi in cooperativa ed avere così una minima possibilità che il Consiglio d'Amministrazione prenda in considerazione l'idea di non destinare lo spazio a un privato per un area ristoro ma ai libri, beninteso solo se sono testi commerciabili e quindi non pericolosi. Tutto questo siamo venuti a saperlo attraverso voci sotteranee e senza nessuna presa di posizione ufficiale. Non si tratta di una questione di principio ma di un ragionamento che parta da cos'è realmente questo posto e della sua compatibilità con un certo modello di Università. Parlandone tra di noi ci siamo accorti di non essercelo mai chiesto in modo così esplicito:
CHE COS'E' L'EX-CUEM?
E' condivisione dei saperi: i libri ad offerta libera, senza prezzo. Non vogliamo avere guadagno dalla vendita dei testi ma poter far circolare più possibile contenuti e conoscenze, ci si basa su un contributo secondo le disponibilità e la sensibilità di chi lo dà per poter portare avanti il progetto. Il poter scannerizzare e fotocopiare liberamente e senza limiti i testi universitari permette a tutti e a tutte di fare fronte ai costi sempre più alti della vita universitaria. In generale, permetteteci una formula altisonante, facciamo del nostro meglio per uscire dal circuito della mercificazione del sapere.
E' produzione critica ed eretica: vogliamo elaborare, scrivere, filmare, al di fuori dai modelli unici. Riprendere in mano contenuti che normalmente non si toccano nel mondo accademico (e crediamo che ci siano specifici motivi per questo) e riaffrontarli in maniera orizzontale, imparare assieme a tradurre quello che studiamo e pensiamo in pratica.
E' catalizzatore di energie e relazioni: Qui noi mangiamo assieme, beviamo caffè in compagnia e stringiamo continuamente nuovi rapporti. Rapporti che si basano su tempi e modi differenti da quelli della rincorsa in facoltà e in città. Qualcosa di forte e vivo che nei corridoi e nelle aule sembra impossibile fare e che qui diventa naturale, si espande e travalica i confini dell'Università.
E' uno strumento per quello di cui abbiamo bisogno: ovvero tutto. Dall'andare assieme a un corteo a organizzare una festa in facoltà, non mettiamo limiti a quello che possiamo fare partendo da qui, da un per-corso a un qualsiasi evento. L'importante è cominciare, adesso. Noi l'abbiamo fatto.
Questo spazio è vuoto solo per chi vede come piene spazi economicamente sfruttabili, e intanto crea vuoto ogni giorno nelle aule, nelle biblioteche, negli spazi di "cultura", nelle strade, in ognuno di noi. L'Ex-Cuem è nata per fronteggiare questo vuoto.
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