Nonostante la pioggia battente, oggi la Milano meticcia è scesa nelle strade e nelle piazze, a reclamare diritti per tutte e tutti. I poteri al governo -dalla Lega al PD- si affannano a creare divisioni, fomentando la guerra tra poveri, costruendo politiche di esclusione, in una continua divisione tra buoni e cattivi valida solo a creare più solitudine e precarietà. Ma oggi a Milano, così' come in altre città in Italia e in Europa -come Amburgo, Bologna, Brescia-, abbiamo portato nelle piazze la solidarietà, la resistenza e la ribellione a una crisi -e al razzismo che porta con sè- che non abbiamo creato noi e che non abbiamo nessuna intenzione di pagare.

La piazza di oggi è stata una piazza determinata, che ha detto chiaro e tondo che il razzismo è l'unico, sui nostri territori, che non avrà mai spazio di cittadinanza, che ha puntato il dito contro chi fomenta l'odio e la paura, ma anche contro chi maschera il proprio razzismo sotto le parole della "convenienza", che vorrebbe diritti "temperati", ovvero solo per chi se li può permettere o per chi accetta di farsi sfruttare senza mai alzare la testa. E per questo, quella di oggi è stata anche una piazza solidale e complice: con i lavoratori della logistica, che con le loro lotte hanno spezzato il razzismo di un caporalato che vuole dividere per ricattare e precarizzare ulteriormente; con gli abitanti dei quartieri popolari che ogni giorno resistono agli sfratti ed agli sgomberi prodotti dalle speculazioni dilaganti in questa città; con i compagni e le compagne arrestate/i a Roma perché parte di quei movimenti che prima e dopo il 19 ottobre ha rivendicato diritti, reddito e dignità per tutte e tutti, creando e costruendo connessioni tra le lotte.

 

E ancora è stata una piazza che ha ripudiato, senza se e senza ma, i CIE, nuovi lager del III millennio, in qualsiasi forma vengano presentati: perché non esiste umanizzazione che tenga davanti al concetto allucinante di poter essere rinchiusi in un carcere non per qualcosa che si è fatto ma solo per ciò che si è. E così, quando il corteo è entrato in Piazza Duomo, abbiamo calato uno striscione dai balconi del museo del '900 che diceva alla città: "Nessuna umanizzazione. Chiudere Corelli e tutti i Lager di Stato."

 

Ma ancora, oggi non è che una tappa. L'antirazzismo è una pratica quotidiana, che ritroviamo ogni giorno nelle lotte, e per questo ci incontrerete ancora nei picchetti, nelle scuole, nelle università, nelle strade della città. Per questo saremo a Roma, il 12 aprile, in una nuova giornata che parla di sollevazione e diritti; e ancora, a Milano, il 1 maggio -a ormai un anno da Expo 2015- contro precarietà e speculazioni, verso il convegno europeo sulla disoccupazione che si terrà a luglio a Milano.

 

>> di seguito i materiali e approfondimenti della manifestazione

Ma quale fortezza, ma quale austerità: l'Europa è solidale e ribelle. #SollevazioneMeticcia
Negli ultimi 20 anni in Italia e in Europa una casta corrotta e autoritaria, fedele ai dettami del neoliberismo come quello che prevede la libera mobilità per le merci e le barriere per le persone ha costruito, mattone per mattone, muri invalicabili all'esterno ed all'interno dell'Europa, svuotando di significato gli stessi sbandierati principi democratici della convivenza civile e poltica. La legge Turco-Napolitano, la Bossi-Fini, il pacchetto sicurezza promosso dalla Lega hanno fornito la copertura giuridica alla chiusura dei confini, alla demonizzazione del processo migratorio ed alla criminalizzazione del migrante. La diffidenza diffusa verso il 'diverso' creata ad arte attraverso la deliberata distorsione della realtà e della cronaca hanno condannato il migrante al ruolo di capro espiatorio di tutte le storture e problematiche della nostra società, a partire dalla violenza sulle donne e dall'incremento della delinquenza comune. [continua...]

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--- CALENDARIO DELLE INIZIATIVE DI AVVICINAMENTO ---
7 Febbraio ore 15.30 in Festa del Perdono | ore 18.30 @Cantiere - Da Amburgo a Milano - Incontro con i compagni di Rote Flora
12 Febbraio ore 18.30 @Sms - Dibattito: Contro l'europa dei servi contenti.
21 Febbraio ore 18.30 @Cantiere - Incontro: con i greci del movimento "Io non pago"! #stopdistacchi una campagna sul reddito e i beni comuni, contro privatizzazioni e precarietà.
27 Febbraio ore 18.30 @Cantiere Assemblea Pubblica verso il corteo!
--- VOLANTINI E LOCANDINE DA DIFFONDERE E CONDIVIDERE! ---

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1marzo europadellelotte

Di seguito vedi alcuni i link esterni

>> Chiudere i CIE, sabotare il razzismo. Non c'è futuro senza memoria
Il Centro di Identificazione ed Espulsione di via Corelli a Milano ha chiuso e non deve riaprire mai piu'. I CIE sono nuovi lager in cui sono rinchiuse persone che non hanno commesso reati, ma sono considerate clandestine solo per il fatto di essere nate in un luogo diverso da quello in cui vivono. 
Leggi lo speciale contro i CIE prodotto in occasione della giornata della memoria

>> Forza contro forza: la lotta di classe nella valle della logistica
I CIE servono a spaventare e costringere migliaia di persone in una situazione (chiamata appunto clandestinita') che li spinga ad accettare qualunque condizione di lavoro. E' anche per questo che negli ultimi anni molti diritti sono stati cancellati, prima per i migranti e poi per tutti gli altri. Raccontano che i migranti "rubano il lavoro", ma sono in realta' i potenti che hanno bisogno di persone ricattabili e disponibili ad accettare qualunque sfruttamento. Per fortuna non tutti abbassano la testa e molti si ribellano come stanno facendo i lavoratori della logistica in tutta Italia ed in particolare a Bologna, dove proprio in gennaio 2014 sono stati brutalmente caricati durante uno sciopero alla Granarolo.
Leggi un articolo sulle vicende di Bologna e della Granarolo.

Questo e' solo un esempio delle lotte sociali messe in campo da migranti e italiani assieme. Dentro la crisi l'unica vera possibilita' e' quella di lottare assieme, come fanno i movimenti sociali che si battono per il diritto alla casa.
Leggi informazioni a proposito della lotta per la casa in tutta Italia sul sito: www.abitarenellacrisi.org Oppure vedi la realta' milanese del Comitato Abitanti di San Siro.

>> Lega La Lega
Questa e' la strada. Una strada opposta a quella di chi soffia sul fuoco della "guerra tra poveri" e, per mantenere le diseguaglianze, spera nella nostra lotta fratricida. Ad esempio la Lega Nord, il partito del governatore della Lombardia Maroni, da un lato aumenta gli affitti delle case popolari, taglia i servizi e continua a divorare risorse pubbliche assieme ai suoi compari della casta dei palazzi e dall'altro soffia sul fuoco del razzismo.
Guarda la campagna Lega La Lega


Primo passo: il migrante è solito delinquere. Secondo passo: essere migrante è delinquere.
I grandi poteri dell'economia e della politica hanno costruito un clima di guerra tra poveri e caccia alle streghe nei confronti dei migranti e del diverso, accentuate negli ultimi tempi dalla crisi economica che, creata da banche e finanza, viene pagata da tutti noi, dal 99%.
La Lega, con Maroni e Salvini in testa, è stata tra le maggiori fomentatrici di questo clima che addita il migrante come colui che ruba il lavoro e la casa, mentre sappiamo bene che la sempre maggiore precarietà, i licenziamenti, gli esodati, gli sfratti e i pignoramenti sono responsabilità di chi gestisce le finanze e l'economia, e continua a fare leggi che tutelano i grandi capitali. Istituiscono il reato di clandestinità e i CIE, che a nulla servono se non a costruire un clima generale di paura: negli "autoctoni" ma anche nei migranti sempre più ricattabili, costretti a lavorare sottopagati con la minaccia costante del licenziamento (che comporta la perdita del permesso di soggiorno) o dell'espulsione.
I muri della Lega e della Destra razzista sono muri di paura contro l'altro, che delimitano quello stesso controllo che il potere vorrebbe esercitare anche sugli autoctoni: zone rosse, città militarizzate, manifestazioni represse, problemi sociali risolti come questioni di mero ordine pubblico. E' un vangelo della repressione che vale per lo 'straniero' senza documenti come per chi resiste alla devastazione dei territorio, alla speculazione, alla gentrification, all'impoverimento, alla negazione dei diritti umani.
Nella protesta degli internati nei lager istituzionali, i famigerati CIE e CPT, noi leggiamo l'appello all'unione di tutte le lotte.
La lotta contro i lager di Stato, contro il business delle carceri senza garanzie gestite da cooperative corrotte.
La lotta la militarizzazione delle coste, delle frontiere, delle valli e dei territori metropolitani.
La lotta contro la corruzione, contro il patto tra le amministrazioni locali e la grande speculazione del mattone, che devasta il territorio, butta le famiglie (migranti e autoctone per strada), che favorisce deliberatamente il degrado dei quartieri popolari per legittimare la cessione ai privati di beni pubblici.
La lotta contro il revancismo nazionalista che vorrebbe tornare indietro, alla lira, alla 'patria', ad un'identità nazionale, che spiega tutto perché non dice nulla, incoraggia all'odio e alimenta la guerra tra poveri fomentata dai pubblici poteri.
La lotta contro le grandi opere inutili, dalla Tav, al MUOS, ai CIE, che sperperano i nostri soldi per distribuirli agli amici del potere e mantenere DIVISI quelli che il primo marzo marceranno UNITI.
La lotta per difendere una SOCIETA' NUOVA, che dalla crisi creata dalle banche, dai grandi della produzione, dagli speculatori, uscirà da sola, una società che ripudia il razzismo, che non vuole integrare nessuno perchè si alimenta del contributo di tutti, che parla una sua lingua, che autodetermina i corpi con gesti propri, attraverso una socialità autentica, non mercificata: "METICCIO E' LUI, METICCIO SEI TU, METICCIO SONO ANCH'IO!"
Il nostro lavoro, la nostra dignità il potere ce l'ha tolta, non il migrante. Il nostro futuro non e' nella patria che esclude, nei colori neri dei fasci, nel tricolore dello Stato complice. Il nostro territorio, non l'ha devastato il migrante, ma ventanni di scempio edilizio, il banchetto delle mafie Expo.
Siamo precari nella crisi, siamo antirazzisti nel clima d'odio che copre i veri colpevoli, siamo resistenti in una metropoli meticcia.

 

 


 

March 1st Demonstration against racism

Which fortress ? What austerity ? Europe is rebellious and supportive! Mestizo uprising!
Lega and racists foment war between the poor by creating fear, loneliness and isolation.They say there are good immigrants while illegal ones are dangerous.Hearing them, those in need of public services or those who cannot pay rent or utility bills are just parasites.
They blackmail us:
You are forced to work long hours for a few Euros, without any right nor safety.
If you rebel alone you'll simply be fired. If you are fired you cannot pay the rent and, if migrant, you'll lose residence permit as well.
They steal everything:
For everything you always pay more, even essential services and rights such as housing, water, gas, electricity, schools, health .
In the meantime, they are giving our money to banks that do not lend them to anyone but rich people, cheating you out with loans and consumer loans .

 

You are not alone . All together we are stronger, as evidenced by people who organize themselves to defend against evictions or logistics workers who strike together against dismissal.
Let's reject their racism and their blackmail. Let's regain our rights!

 

Practice mutual aid, organized and fight with us for income, housing, dignity.
March 1st mestizo uprising from Piazzale Loreto 14:30
Precarious and mestizo block!

 

INCOMPATIBILI CON LA FORTEZZA EUROPA E LE DOMESTICHE ZONE DI GUERRA, CON IL RAZZISMO QUOTIDIANO E LE SPECULAZIONI URBANE

DALLA PARTE DEGLI SPAZI SOCIALI, DI ALTERNATIVA CULTURALE, ROTE FLORA BLEIBT!


 7 FEBBRAIO 2014

*H.15,30: INCONTRO @ UNIVERSITA' STATALE, VIA FESTA DEL PERDONO, ATRIO AULA MAGNA

(all'interno del laboratorio di storia contemporanea "Indietro non si torna!")

*H.19: INCONTRO @ CS CANTIERE, VIA MONTEROSA 84

con:
*Niklas Ultrà Sankt Pauli
*Tina Fritsche attivista di " Right to the city" e di RoteFlora
*Georg E. Moeller attivista di "Peoplesbrigde between Lampedusa & St.Pauli"


"It's about a radically different understanding of city and society. About trans-boundary solidarity, a practice of appropriation and socialisation of the existing, an attack against capitalist constraints and patriarchal norms."

Appello della campagna di solidarietà col Rote Flora

Si tratta di una concezione radicalmente differente della città e della società. Parliamo di una una solidarietà che valica i confini, di una pratica di riappropriazione e socializzazione dell'esistente, di un attacco contro le costrizioni del capitalismo e le norme patriarcali.

Rote Flora è uno spazio sociale di Amburgo, occupato dal 1989.

Da allora sino ad oggi, numerosi tentativi di sgombero sono stati respinti grazie ad imponenti mobilitazioni della cittadinanza e non solo.

Lo stabile liberato era in origine di proprietà del Comune ma è stato ceduto nel 2001 ad un privato che ha richiesto l'intervento della polizia (dicembre 2013) in quello che è stato il più violento attacco mai lanciato contro il Rote Flora, che doveva venire abbattuto per fare spazio - guarda caso - ad un centro commerciale.

Privatizzazione e speculazione, perchè non ci suona nuovo?

Il progetto politico del Rote Flora e' stato definito "incompatibile" con l'agenda di un governo locale compromesso fino al collo con gli interessi del capitale del mattone.

E non a torto.

Il Rote Flora costruisce antagonismo e partecipa da sempre ai movimenti sociali amburghesi - tutti presenti all'appello quando si è trattato di difenderlo - ma negli ultimi mesi, in particolare, è stato il protagonista della lotta contro l'abbattimento delle Esso Houses, un complesso di abitazioni e negozi da cui migliaia di residenti sono stati roteflora uni copysfrattati per lasciare spazio all'ennesima speculazione edilizia nel nome della gentrification.

Rote Flora ha animato e aggregato le battaglie dei migranti per il diritto alla cittadinanza dei rifugiati a livello europeo (soprattutto dopo i massacri di Lampedusa), nonchè la lotta radicale contro la gestione dall'alto dell'ordine pubblico basata sulla strategia mediatico-repressiva delle "zone a rischio", le zone rosse della città in cui la polizia ha mandato speciale per controlli ed arresti arbitrari.

Rimanere 'incompatibili' è necessario.

L'attacco di dicembre non era diretto solo contro al Rote Flora, ma contro ogni pratica ed esperienza di resistenza, tanto che, nel corso dell'offensiva ideologica dei privati speculatori e delle istituzioni, le migliaia di persone che partecipano da anni alle vita dello squat sono state definite "terroristi e criminali".

Chissà perchè anche l'abuso del termine "terrorista" e la sua forzatura contro i movimenti sociali ci ricordano tanto la realtà di casa nostra e della Val di Susa in particolare.

Difendere il Rore Flora significa in primo luogo alzare la testa e lottare concretamente per cambiare radicalmente la città e la società proprio attraverso i suoi spazi sociali resistenti. Significa abbattere la militarizzazione della fortezza Europa, verso l'esterno, insieme ai rifugiati che si battono contro controlli e deportazioni, per il diritto alla cittadinanza e alla libertà di movimento per tutti, arginando le retoriche del razzismo di stato che seminano desolidarizzazione e la guerra tra poveri. Ma anche verso l'interno.

L'opposizione alla demolizione delle Esso Houses non ha 'solo' difeso il diritto di chi ha perso la casa per lasciar spazio a nuove e costose abitazioni di lusso o di chi ha perso il lavoro per vedere al posto della propria attività uffici del mondo del business. Essa mette in evidenza le contraddizioni del modello di pianificazione e sviluppo urbano imposto da chi fa della privatizzazione e del profitto il fondamento di un patto sociale iniquo alla radice.

Iniquo come l'immensa zona rossa permanente detta 'gefahrengebiet', imposta dalle autorità amburghesi dopo l'enorme corteo di dicembre (decine di migliaia di persone) in difesa del Rote Flora, un vero copri fuoco a tempo indeterminato. Nella zona rossa interessata abitano migliaia e migliaia di persone, le uniche che possono accedere al quartiere, senza libertà di movimento. Chiunque venga sorpreso a transitare viene interrogato e perquisito e, se non residente, viene espluso immediatamente o arrestato. Anche ai giornalisti e ai fotografi l'accesso è negato.

Insomma, la città di Amburgo risponde alle istanze sociali imponendo la legge marziale, a difesa di gentrificazione, pacificazione forzata e tutela dell'interesse dei grandi privati.

Siamo sicuri che riguardi solo la città di Amburgo?

Perchè la lotta di un piccolo quartiere tedesco è diventata così interessante per tutti e ha messo in moto la solidarietà di tutto il mondo? Perchè in gioco c'è il diritto alla città contro la devastazione neoliberista, la scommessa su di una società senza confini, su una vita libera senza 'Domestiche zone di guerra'.

Parleremo di tutto questo con alcuni compagni del Rote Flora.

 

#18G quarto giro di segnalazione dello sfitto, V torna a colpire, casa e redditto per TUTTI! #ribaltiamolausterity con #occupysfitto

Guarda l'articolo: #15G / #22G  settimana di mobilitazione nazionale su casa e redditto

Oggi quarto giro di segnalazione dello sfitto nel quartiere di San Siro, un corteo numeroso e resistente nonostante la pioggia fitta ha denunciato l'indecenza delle case lasciate vuote e riscaldate da ALER,Comune e Regione.
Quasi 5000 case che potrebbero essere usate per l'emergenza abitativa ma in realtà la maggior parte viene messa in vendita.Aler nel 2013 non ha assegnato neanche una casa di sua proprietà!

GUARDA LA FOTOGALLERY DELLA GIORNATA 

 

 V è tornata a colpire, segnalando le case sfitte e riappropriandosi di  un alloggio per una famiglia con minori, una fra le tante  che hanno perso il lavoro a causa della crisi e che oggi si è ripresa il diritto a vivere con dignità, con un tetto sopra la testa .

Una crisi che colpisce sempre più tutti, da chi a vive in casa privata a chi ha occupato per necessità a chi non c'è la fa piu a pagare affitti esorbitanti.
Proprio in questi mesi ALER e REGIONE hanno alzato gli affitti di chi vive in casa popolare, provano a ripianare un buco di 400 milioni di euro facendo pagare il prezzo della mala gestione dell' edilizia pubblica e del magna magna di dirigenti e consulenti a chi già fa fatica ad arrivare a fine mese

La stessa mancanza di reddito che impedisce a centinaia di persone di pagare le bollette di acqua luce e gas, subendo il taglio di quest' ultimi da aziende privatizzate che  gestiscono questi servizi solo nell' ottica del profitto, nel silenzio generale si permette che famiglie giovani e anziani vivano senza aver garantito servizi essenziali per un questione di mancanza di reddito.

Per questo saremo lunedi 20 in Piazzale Cadorna sfrattati, occupanti per necessità, morosi, chi non ce la fa a pagare affitti e bollette esorbitanti, per una lotta al diritto all' abitare e al reddito.

 

- BLOCCO DI SFRATTI E SGOMBERI

- ASSEGNAZIONE DELLE CASE SFITTE

- ABBASSAMENTO DEGLI AFFITTI

- UTILIZZO DELLE RISORSE PUBBLICHE PER CASA E REDDITO

- MORATORIA SUI DISTACCHI PER MOROSITA'

- ADEGUAMENTO DEL COSTO DELLE UTENZE IN BASE AL REDDITO

- NO AL DISTACCO E SERVIZI GARANTITI PER TUTT*

- RIPRISTINO DELLE UTENZE DISTACCATE

Comitato abitanti san siro, Cantiere


noaidistacchiSABATO #20G ORE 16.00 P.zzale Cadorna #riprendiamocilacittà
#RIBALTIAMOLAUSTERITY #RIBALTIAMOLACRISI CON... #STOPSFRATTI #OCCUPYSFITTO #NOAIDISTACCHI

La settimana di mobilitazione per casa e reddito contro il caro vita e l'austerità, indetta da Abitare nella Crisi, è entrata nel pieno.
Decine infatti i blocchi degli sfratti in tutta italia, le iniziative dei lavoratori della logistica e ancora molte saranno le iniziative in programma nei prossimi giorni sopratutto nel week end del #18G e #19G e nella giornata del #20G che sarà espressione della rabbia dei territori nei confronti di chi, attraverso la crisi, specula sulle nostre vite impoverendoci, sfrattandoci e precarizzandoci.
La settimana di mobilitazione per noi è iniziata già lunedì #13G e martedì #14G quando ci siamo trovati a bloccare 6 sfratti in 2 giorni ripartendo quindi l'anno con ben 6 rinvii.

Per noi però la lotta per il diritto all'abitare non è solamente legata all'esigenza di avere un tetto sopra la testa, ma al vivere, non sopravvivere, in maniera dignitosa, rivendicando reddito generalizzato. Ed è per questo che riteniamo fondamentale aprire una campagna sulle utenze di luce acqua e gas che sempre piu costano caro alle tasche precarie delle famiglie e dei precari che vivono nella nostra metropoli.

Infatti sono migliaia le persone che a milano devono scegliere se sfamare se stessi, i proprio figli o pagare affitti da 700€ e bollette che ogni mese aumentano a causa  dei giochi finanziari che le aziende, ormai tutte private, fanno in borsa e nel mercato.

- BLOCCO DI SFRATTI E SGOMBERI
- ASSEGNAZIONE DELLE CASE SFITTE
- ABBASSAMENTO DEGLI AFFITTI
- UTILIZZO DELLE RISORSE PUBBLICHE PER CASA E REDDITO
- MORATORIA SUI DISTACCHI PER MOROSITA'
- ADEGUAMENTO DEL COSTO DELLE UTENZE IN BASE AL REDDITO
- NO AL DISTACCO E SERVIZI GARANTITI PER TUTT*
- RIPRISTINO DELLE UTENZE DISTACCATE

 


#RIBALTIAMOLAUSTERITY  #STOPSFRATTI  #OCCUPYSFITTO

Sabato 18 Gennaio  h 15.00 piazza Selinunte : 4 giro di segnalzione dello sfitto in quartiere! Chi trova una v trova un tesoro!  PORTA UNA PENTOLA O UN FISCHIETTO, FACCIAMO SENTIRE CONTRO LE CASE VUOTE E RISCALDATE, SFRATTI SGOMBERI E AUMENTO DEGLI AFFITTI!

Migliaia di case sfitte vuote e riscaldate, 5000 nel patrimonio pubblico dell' ALER, stabili e caserme lasciate vuote e abbandonate e intanto solo a Milano nel 2012 ci sono stati 4924  sfratti esecutivi e 17 000 richieste di esecuzione di sfratti, ci sono 13 000 senza fissa dimora, e 23 000 mila famiglie in graduatoria per una casa popolare.

Di fronte a tale situazione di emergenza, in tempi di forte crisi economica, da parte di Comune e Regione non arriva nessuna risposta nonostante sempre più persone non ce la fanno più  a permettersi un tetto sopra la testa a fronte di redditi precari e insufficienti a poter  vivere con dignità. ALER e REGIONE  hanno bloccato le assegnazioni in deroga di una casa popolare per chi viene sfrattato e aumentato gli affitti considerando ancora una volta l' edilizia popolare come fonte economica su cui speculare e non unapiccola risposta al bisogno di casa a prezzi accessibili. Un' azienda che è riuscita ad accumulare un buco di bilancio di 400.000 milioni di euro a fronte di stipendi milionari di dirigenti, consulenze d' oro ad aziende e consulenti  e case assegnate come favore ad amici mafiosi.

Sabato V tornerà a colpire, solidale e complice con chi  è sotto sfratto o sotto sgombero  con chi occupa per necessità, con chi non si può permettere di pagare affitti esorbitanti, con chi non riesce più a pagare acqua, luce e gas,  segnaleremo le case vuote e riscaldate dell' ALER, quelle lastrate con i sanitari rotti, quelle lasciate abbandonate da anni che rappresentano uno schiaffo a chi soffre la crisi. Diffondiamo mutuo soccorso contro la precarietà e ogni guerra fra poveri!!

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